Elisabeth – Takarazuka (aridaje!) Seconda parte – e molto altro…

Riprendo in mano l’articolo lasciato in sospeso…e vi racconto il resto!

17 ottobre- il posto è sempre quello, il teatro Takarazuka a Yurakucho.

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Questa volta abbiamo trovato i posti per lo spettacolo pomeridiano, decisamente più lontani dal palco. Noleggio il binocolino per ogni evenienza e ci prepariamo a goderci la rappresentazione. La distanza non mi dispiace poi troppo perché anche vedere l’insieme globale della scena vale la pena!
Stavolta tutti fanno foto del palco a manetta quindi anche io immortalo timidamente il sipario con la manina tremante.

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Si apre il sipario. Brividoni per la scena iniziale che, come sapete, mi piace troppo. Questa volta conosco così bene il musical da sapere esattamente quando puntare il binocolo per fermarmi sulle espressioni clou, sulle scene chiave e noto con terrore che molti dei commentu maniacali delle babbione a fianco (stile: “hanno spostato il letto di Elisabeth!”) li avevo già fatti nella mia testa, insomma, contagiata a vita, ce l’ho tutto in testa, nei minimi dettagli.

La storia e le battute sono ovviamente identiche a quelle che vi ho raccontato nel post precedente, quindi saltando questa parte mi rimane parlare dell’interpretazione, che è stata buona anche se non eccelsa. Essendo la prima prova di Rio Asumi come Top star della Hanagumi, il suo Tod era troppo “aggraziato”, “femminile”…ma soprattutto non aveva la bazza, che per me è diventata il requisito fondamentale di ogni Tod che si rispetti! Un po’ me lo aspettavo, perché dalle performance precedenti avevo notato la tendenza dell’attrice a puntare sulla bellezza e la grazia della rappresentazione come segno distintivo : basta guardare la foto per capire che male non fa, è una donna splendida!
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Anche la performance vocale non è stata all’altezza della coppia del 2007, soprattutto perché eguagliare o superare Mizu Natsuki (eccellente cantante, ballerina e performer) non è pensabile. Le attrici qui facevano una cosa alla volta: la Asumi concentrandosi nel canto spesso perdeva il pathos e quel pizzico di drammaticità estrema alla quale mi sono abituata, la musumeyaku invece, Hana Ranno, pur recitando molto bene non ha cantato in maniera eccezionale, soprattutto nel pezzo centrale “watashi dake ni” ha faticato parecchio sulle note più alte (oh, poi io faccio la splendida ma dobbiamo tener conto che queste, per un mese e mezzo, cantano tutti i santi giorni e a volte per due spettacoli al giorno, mica pizza e fichi…).

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Un personaggio minore, ma affascinante, è Madeleine, la prostituta-ballerina, mi piace tanto il suo costume e il suo balletto sulle punte…l’attrice che la interpretava però sembrava un trans e ci son rimasta male 😦 .  La più brava è stata, a mio parere, l’attrice che ha interpretato Lucheni; il personaggio è strepitoso a prescindere!  Belli anche i costumi, la cosa interessante del Takarazuka è che variano sempre un po’ da una rappresentazione all’altra, secondo il gusto delle Top star, questa volta vertevano più sul viola.

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Dopo lo spettacolo, inaspettatamente Toru mi chiede se volessi fare la nerdata suprema: l’attesa dell’uscita delle top star!

Vi avevo già raccontato che, finita la rappresentazione, le carampane si fiondano fuori dal teatro brandendo le loro buste piene di soldi e i pacchetti di regali costosi (si parla anche di gioielli e di foulard di Hermes…), mettendosi in fila in una scala gerarchica alla Lion King incomprensibile e aspettando il loro turno per porgere i loro omaggi alla star, che si ferma solo per raccoglierli senza dire una parola, per poi salire su un macchinone e sparire alla vista delle fans adoranti.

Di solito ci vuole un’oretta perché la star sia pronta per uscire, dunque ci siamo fatti un giretto nel centro commerciale di fronte al teatro, nel quale erano esposti anche due abiti da Versailles no Bara, Fersen hen.

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Quando usciamo dal centro commerciale si è già creata una bella fila, dopo qualche minuto di attesa, da debita distanza per non incappare nelle ire delle carampane, vediamo uscire Rio Asumi, quella col sobrissimo completo bianco e nero. Da lontano sembrerebbe una di quelle femminelle idol tipo Johnny’s.

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Fantasticando su quanto avesse racimolato in quel breve scambio di saluti, ci incamminiamo verso la stazione e prendiamo il treno che ci riporta a casuccia.

Questo spettacolo in particolare mi rimarrà nel cuore per una serie di motivi: sarà l’ultimo Takarazuka per qualche anno, ma è stato il primo che ho visto con la mia bambina nella pancia! Avevo scoperto da poco di essere incinta e questo ultimo regalo che mi sono fatta è già diventato un ricordo prezioso.

Devo a questo grande cambiamento nelle nostre vite la mia lunga assenza sul blog- sui social in generale, ho passato mesi a cercare di capire come far fronte a questo uragano di emozioni e di novità (e i primi tre a vomitare come se non ci fosse un domani), tra scaramanzie, preoccupazioni, visite mediche e tutto quello che una gravidanza comporta. Se avessi continuato a scrivere sarebbe diventato un blog monotematico, perché in questi nove mesi non ho pensato ad altro, non c’è stato niente altro che fosse più importante e probabilmente sarà così per lungo tempo.

Adesso sono finalmente a riposo, ho finito di lavorare la settimana scorsa (alla fine della 36esima settimana, da kamikaze…) e mi preparo al grande incontro lottando contro il tempo. Di aneddoti tragicomici sull’ infinita fortuna di essere incinta a Tokyo ne ho a palate, arriverà il tempo anche per quelli 🙂

A presto!

…si può raccontare un’estate in poche righe?

Quest’estate ci sta scivolando via, dandoci l’impressione di non averla vissuta appieno. Come una corsa, un inseguimento senza sosta: l’abbiamo inaugurata a Ishigaki, esplorando in lungo e in largo con la macchina, spingendoci negli angoli più remoti dell’isola a inseguire tramonti; non contenti, ci siamo immersi nelle profondita’ blu del suo mare, tenendoci per mano; siamo tornati alla superficie ancora più voraci.

Ci siamo ripresi prepotentemente l’estate a Ferragosto, quando i morti (e anche molti vivi) tornano a casa. I flash del mio passato a preparare la torta verde per condividerla in spiaggia tra chitarre e bagni al buio mi sono sembrati cosi’ lontani. E nella quiete di Akita i prodotti della terra lussureggiante avevano nella mia bocca il sapore proibito dei frutti di Ade.
 
Perdersi nelle risaie, divorare il verde brillante, un verde che non da’ tregua agli occhi.
Trovare il ruscello che conduce ad una cascata.
Ridere di Ayla che, scivolando, si è bagnata tutta. E riuscire anche ad annoiarsi.
Mettere lo yukata e godersi i fuochi d’artificio con il naso all’insù.
 
 
Tra gli eventi memorabili, cito il raduno del FFAD (Freddie For a Day) in cui ho potuto fare la conoscenza di un personaggio mitico: ROY. Impossibile non farsi una foto ricordo con lui dopo i suoi racconti esilaranti durante la serata, in cui i fans si sono radunati in un piccolo teatro di Shinjuku (tra l’altro, tutti i presenti erano persone che si sono godute i Queen negli anni’ 70 al Budokan…gente seria!!!).
Avrei voluto raccontare tante e tante cose, ma la mia "pausa computer" me l’ha impedito e mi ritrovo a condividere piccole istantanee in extremis.Diciamo che, finalmente, ho "fatto pace" con Tokyo: passato il mio momento di insofferenza adesso sono tornata a vederne i lati positivi…è bastato, come dicevo qualche post fa, tagliare qualche ramo secco :). 

Standing Ovation, Seated

HELPING PEOPLE UNDERSTAND ART

Macaronea

Considerazioni sparse di una prof (precaria) di lettere.

FarOVale

Hearts on Earth

Sapori diVini

...altro che kimono e fiori di ciliegio!!

Imago Recensio

...altro che kimono e fiori di ciliegio!!

Obsidianne

Rust Rage Red Ravaging Restless

BUROGU: Occhi sull`Impero

Riflessioni semiserie di italiani che, per forza o per passione, vivono in Giappone

Greeneyed Geisha

...altro che kimono e fiori di ciliegio!!

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