Elisabeth – Takarazuka (aridaje!) Prima parte

踊るなら 選んだ相手と
踊りたい時に 好きな音楽で
踊るなら この世終わるその時でも
ただひとり愛する人と
踊るなら すべてがこの私が選ぶ

Quando danzerò, sarà con colui che ho scelto

Al tempo e alla musica che mi aggrada.

Quando danzerò, anche se questo mondo starà per finire

Sarà con l’unico che amo.

Quando danzerò, sarò io a scegliere ogni cosa.

Quando sento la parola Elisabeth, penso a una persona sola: a Elisabetta Prima d’Inghilterra, uno dei personaggi storici che più adoro. Ma quella è Elizabeth con la zeta.
C’è un’altra regina, anzi, un’imperatrice che porta questo nome, ma noi la conosciamo meglio come Sissi.

Sissi, stretta nel suo inoffensivo diminutivo, è amata e conosciuta in tutto il mondo soprattutto grazie alla mitica serie di film e all’incantevole volto di Romy Schneider (anche lei trascinata da un destino crudele, e molto più di un’attricetta da film storici stucchevoli)

Intendiamoci, questi “stucchevoli film” sono stati protagonisti delle mie infinite estati da bambina, insieme a Via col Vento, i vari filmoni anni ’80 che non sto nemmeno a nominare sennò mi partono altre scimmie, i musical interminabili. Per quanto gradevole, questa serie cinematografica ci ha proposto una deliziosa principessa innamoratissima di un bonario Franz, un po’ troppo attaccato alla sua “Maman”, ma comunque un buon diavolo.

La storia ci insegna invece che Cecco Beppe non era proprio uno stinco di santo, che la piccola imperatrice non era così delicata e caritatevole, e che l’amore dei due non è stato (non fino alla fine) così idilliaco. La storia poi non ci nasconde la tragedia di Rodolfo, l’erede al trono. Una famiglia in cui il suicidio o comunque le morti misteriose non sono poche: quella di Ludovico, il cugino prediletto dell’imperatrice, annegato in un lago in circostanze mai chiarite, l’unico che capiva l’animo fragile ma indipendente di Sissi. Nei suoi diari poetici, Sissi lo paragonava ad un aquila, mentre lei stessa si identificava in un gabbiano. Poi c’è la piccola Sofia, primogenita di Sissi, che muore durante il viaggio “diplomatico” della coppia imperiale in Ungheria a soli due anni. Le conseguenze psicologiche su Elisabetta sono devastanti: malattie psichiche, anoressia e una depressione che non la abbandonò mai si impossessano di lei. E appunto Rodolfo, colui che doveva garantire la continuità della dinastia, costretto dal padre ad un matrimonio senza amore, castrato nei suoi ideali politici, che decise di porre fine alla sua vita e a quella della sua amante con un colpo di pistola alla tempia.

La morte aleggia sugli Asburgo, ed è proprio la morte a diventare protagonista di un geniale musical austriaco del 1992, replicato ogni volta con enorme successo.

Io non lo conoscevo, l’ho visto recentemente su Youtube (sottotitolato in inglese fortunatamente), ma ovviamente ne conoscevo la versione del Takarazuka, che riprende fedelmente le musiche strepitose dell’originale austriaco e lo rielabora con la sensibilità giapponese.

La prima messa in scena di Elisabeth nel Takarazuka è del 1996 e finora lo spettacolo è stato portato sulle scene 8 volte da tutte e cinque le troupe, col titolo エリザベート-愛と死の輪舞 (Erizabeeto, ai to shi no rondo, Elisabeth, rondò di amore e morte. Notare come la pronuncia del nome dell’imperatrice sia stata modificata in modo da essere più semplice per i giapponesi, con l’accento che cade sulla “e” invece che sulla “i”).

Vi dicevo che è la morte ad essere protagonista del musical. Sì, proprio Der Tod (トート閣下 Sua Eccellenza la Morte), l’angelo nero che ruba la vita dei mortali con un bacio. La morte si innamora di una donna…ma può una donna innamorarsi della Morte?

Questo è il link alla versione completa del 2007, con Mizu Natsuki nei panni di Der Tod, la mia preferita (ovviamente sono folle e me le sono sparate tutte, questa in particolare l’ho vista più e più volte). Non vi dico di sorbirvi il pippone di due ore e mezzo in giapponese con sottotitoli in cinese(ok, sì, ve lo sto dicendo…), ma se volete dare un’occhiata alle scene più pregnanti che vi segnalerò, saranno facili da capire conoscendo la trama…

Primo atto

La scena si apre con l’anarchico Luigi Lucheni (pronunciato “Luchini” in giapponese, ma questo è un calco della versione austriaca), narratore della storia, processato per aver accoltellato l’Imperatrice. L’italiano sostiene di averlo fatto per far sì che si realizzasse “un grande amore” (detto così in italiano!), quello della Morte per Sissi. E, in una delle scene dal maggior impatto visivo, chiama a testimone dal regno degli inferi coloro che hanno vissuto con Elisabetta: Franz, la suocera Sophie, Rudolf, i ministri. Tutti danzano macabramente al ritmo di Tod, guidati nel ballo dai suoi angeli neri. Le anime dannate raccontano la vita della piccola Sissi, che mal si adatta all’educazione rigida e che sogna di partire all’avventura con l’amato padre Max. Durante una riunione di famiglia, in cui sua madre rivela che la sorella maggiore Helene è stata promessa in sposa al principe Franz, Sissi cade da una fune su cui era salita e rimane sospesa tra la vita e la morte. Avviene così l’incontro tra lei e Tod (min 11:40 ), che si innamora perdutamente della ragazzina e le risparmia la vita. Sissi quindi, ristabilitasi, accompagna la famiglia alla reggia ove avverrà l’incontro tra i promessi sposi; ma le cose non vanno come previsto, Franz si innamora di Sissi nello sconcerto generale e sarà lei a divenire la consorte imperiale. Un duro colpo per Tod che decide, molto democraticamente, di cancellare dalla faccia della terra l’intera dinastia degli Asburgo, così, in amicizia.

Durante il ricevimento di nozze irrompe nella sala da ballo furioso (min 33:30) e la minaccia: “l’ultimo ballo sarà il mio, il tuo destino è di ballare con me“.

Dal primo giorno alla reggia Elisabeth viene messa sotto torchio dalla stronzissima suocera Sophie, che le proibisce ogni svago e le leva persino le due figlie. Il marito è un gran bamboccione e la lascia fare, fino a che Sissi non si rende conto di avere un asso nella manica: la sua bellezza. Si dedica esclusivamente alla cura del corpo, sottoponendosi ad una dieta rigidissima, a sfiancante esercizio fisico e a creme e cure di ogni sorta. Nei suoi momenti di sconforto ciccia sempre fuori Tod, che le propone simpaticamente di suicidarsi. Ma Elisabeth lo rifiuta e lo scaccia in malo modo, affermando che la sua vita appartiene solo a lei (min 43:30).

Nei caffé di Vienna, tra una pigra chiacchiera e l’altra, viene data la notizia della nascita di Rudolf, ma c’è chi auspica una rivoluzione.

Sissi si nega al marito e gli mette per iscritto un ultimatum: o io o la suocera. Rifiuta per l’ennesima volta Tod, che si incazza di brutto (min 62:38), e come rappresaglia aizza ancora di più il popolo rivelando che il latte sottratto alla bocca dei bambini e degli infermi viene utilizzato per i bagni di bellezza dell’imperatrice. Gli imperatori partono poi alla volta dell’Ungheria (paese amato profondamente dall’Imperatrice), dove Sissi conquista il cuore del popolo e apre la strada per la sua annessione all’Impero.

Franz ormai ce l’ha che ci potrebbe schiacciare le noci, prega Sissi di ritornare da lui accettando tutte le sue condizioni (questa scena è molto bella, con una riproduzione dell’abito dell’imperatrice che fa sognare tutte noi fanciulle *__*) (min 71:10), Tod capisce che la situazione e Sissi gli stanno sfuggendo di mano. Finisce il primo atto.

Secondo atto

Lucheni racconta la follia di Sissi, ossessionata dalla sua bellezza; l’imperatrice ha ordinato di cercare in giro per il regno le donne più belle e di fotografarle, per mettersi a confronto con loro.

Franz e Elisabeth vengono incoronati sovrani d’Ungheria, l’oscuro ministro che officia la cerimonia è proprio Tod (min 77:50). Qui parte il duetto più bello dello spettacolo (私が踊る時, “Quando danzo“- in tedesco Wenn Ich Tanzen Will , da cui ho tratto le frasi iniziali del post). Snobbato ancora una volta, Tod decide di ammaliare il piccolo Rudolf, lasciato a se stesso dai genitori, diventandone amico.

Sophie intanto escogita un piano con i suoi ministri per allontanare Franz da Sissi. Introducono nella reggia un vero e proprio spettacolo di Burlesque e fanno in modo che la bella prostituta Magdalene seduca il bamboccione (min 88:39).

Sissi ha un mancamento in palestra. Viene chiamato il medico, Tod sotto mentite spoglie, che le mostra la prova fotografica del tradimento del marito. L’imperatrice subisce un duro colpo ma rifiuta nuovamente di togliersi la vita e seguire Tod nell’Oltretomba. Inizia le sue peregrinazioni di paese in paese e non torna in Austria nemmeno quando schiatta la suocera. Durante la visita ad un ospedale psichiatrico si identifica con una paziente che crede di essere l’imperatrice, in bilico sulla follia.

Rudolf è ormai un uomo ed è in perenne lotta col padre. Viene convinto da Tod a tentare una rivoluzione. Le ombre si estendono sulla famiglia imperiale (min 104:55). Sventato il colpo di stato, il padre riprende duramente Rudolf; egli cerca conforto e aiuto dalla madre, che ormai troppo indurita glieli nega. Rudolf si toglie dunque la vita sparandosi alla tempia e accasciandosi tra le braccia della Morte. In questa versione è interpretato da Ouki Kaname, l’Oscar dello spettacolo di Luglio. Nel 2007 non era ancora una top star.

Sissi, disperata davanti alla bara del figlio, prega Tod di portarla con sé, ma questa volta è lui a rifiutarla, perché quello che vede negli occhi della donna non è amore ma disperazione.

Sissi riprende i suoi viaggi, allontanandosi sempre di più dal marito che non ama più. E’ durante uno di questi viaggi, mentre si appresta a prendere la nave che sta salpando sul lago di Ginevra, viene colpita al petto dalla lima di Lucheni, consegnatagli proprio da Tod(130:57).

Finalmente Elisabeth corre incontro a Tod, che la porta con sé non agli Inferi ma in Paradiso.

Allo spettacolo segue poi, come di consueto, la line dance e la parte di rivista.

continua… ^__*

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