Versailles no Bara – Oscar hen Soragumi 2014

愛故に人は美しい

E’ l’amore che rende belle le persone

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Della storia di Lady Oscar sono state rese parecchie versioni teatrali, che riprendono ognuna un particolare della vicenda o che mettono in luce maggiormente uno dei personaggi. Le tre versioni più popolari e maggiormente replicate sono

Oscar hen

Oscar to André hen

Marie Antoinette to Fersen hen

Poi ci sono i cosiddetti gaiden (spin off):

Fersen hen

Girodel hen

Alain hen

Bernard hen

André hen

L’anno scorso è stato messo in scena Oscar to André hen, che è forse la mia versione preferita in assoluto, con una fantastica interpretazione della Moon Troupe 月組 (e mi mangio ancora le mani per non averla vista dal vivo, ma solo su un losco sito cinese tutta sgranata…). Io ho visto la versione che mette più in luce le vicende di Oscar, che era comunque la prima con cui era doveroso iniziare.

Da brava fanatica, negli anni avevo già visto qua e là qualche spezzone trovato su youtube, ma per prepararmi a questo con grande sgomento di Toru , e sempre grazie ai loschi siti cinesi, mi sono sparata praticamente in un mese scarso tutte le versioni (tranne quella di Girodel che non c’è stato verso di trovare), mi sono imparata tutte le canzoni, così che il 10 luglio ero preparatissima e fomentatissima (Toru merita poi tutto un commento a parte, come sempre* 🙂 )

Pomeriggio del 10 luglio: arriva un tifone.

Imprecazioni in turco, tentativo di sopprimere l’omino del gas che insisteva per irrompere in casa per fare il controllo annuale proprio mentre mi stavo togliendo i bigodini ed ero in mutande, una mezz’ora piena per raggiungere il teatro Tokyo Takarazuka, poco lontano dalla stazione di Yurakucho. Siamo lì un’ora abbondante prima dello spettacolo che comincerà alle 18:30. Fuori piove che Dio la manda.

L’entrata del teatro si presenta normalmente così e così, chilometri di tappeto rosso e candelabri a sproposito,ma ricorrendo quest’anno il centenario del Takarazuka, l’abbiamo trovata così.

Ho fatto poche foto col cellulare, purtroppo non rendono giustizia alla sublime pacchianata (e io adoro le pacchianate ♥︎):

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Le carampane peggio che alla presa della Bastiglia!

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Selfie laterale per non suscitare le ire delle carampane 🙂

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L’unica occasione nella vita di sfoggiare un sobrio abito tempestato di paillettes 😀

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Poster dello spettacolo

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Tramezzini del Takarazuka: se non ho fotografato il contenuto un motivo ci sarà :O

Al”interno del teatro c’è l’immancabile negozio di souvenir in cui -inutile ribadirlo- era vietato fare fotografie e si poteva entrare solo mostrando il biglietto per lo spettacolo; mi dispiace perché vi siete persi la fiera della tamarraggine, gadget veramente pregiuevoli ritraenti le attrici sulla scena e non. Erano proprio gli scatti non strettamente legati al teatro ad andare a ruba, così come le magliette e gli altri segni distintivi che le fan di una star decidono di portare ai loro loschi raduni. Non essendo ancora a quello stadio della malattia, mi sono solo comprata una calamita di André che adesso occhieggia (battutona…) orgoglionamente dal mio frigorifero e mi ricorda che non è vero amore se non ti prendi una scarica di carabina in petto ogni volta che mi procaccio il cibo.

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Nelle mie estenuanti ricerche avevo letto anche riguardo al dress code e al comportamento da tenere in teatro. Il dress code l’ho cannato alla grande perché ci saranno state 5 o 6 persone vestite bene, le altre erano vestite o con l’abitino da funerale giapponese con tanto di perle bianche, o con il solito ciarpame leopardato da mercato rionale. Gli uomini devo dire che avevano avuto la decenza di mettersi almeno una camicia, tranne un pelatone in prima fila che si era messo una polo sdrucita in barba a tutto. Per quanto riguarda il secondo punto, guai ad applaudire quando hai voglia di farlo: si applaude solo quando applaudono le carampane. E BASTA. E si battono le mani massimo 4 volte. Ogni tanto da dietro c’era qualche temerario che si arrischiava a battere le mani a sproposito e il suo entusiasmo cadeva nel vuoto, totalmente ignorato. Noi abbiamo fatto i bravi, anche se in certi punti mi sarei spellata le mani con tanto di fischio alla pecorara, quello con due dita in bocca.

Tornando ai dettagli della rappresentazione, i protagonisti di questa versione di Versailles no bara sono stati interpretati da:

Kaname Ouki (Oscar) top star otokoyaku

Rion Misaki (Rosalie) top star musumeyaku

nei ruoli fissi, e a rotazione:

Tooma Ozuki (André, sulla sinistra) che si è alternata negli altri spettacoli con Manato Asaka (molto bella, e secondo me troppo femminile per interpretare André, ma perfetta per il ruolo di Girodel in cui l’ho vista quella sera, sulla destra)

Nella foto manca Nanami Hiroki (Alain/ Girodel a rotazione).

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Ho pensato un po’ a come fare a spiegarvelo per bene e ci ho provato con la videocronaca dello spettacolo: si apra il sipario!

minuto 1:25 ” Ritratto dell’amore” (愛の肖像)

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Scena d’ammore

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io:

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Morte di André

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io e Toru:

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presa della Bastiglia e morte di Oscar:

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noi:

noi:

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Tra i momenti che mi sono piaciuti di più in assoluto c’è stato quello del ” Ritratto dell’amore”, le volte in cui le attrici si avvicinavano alle prime file, e anche, moltissimo, la line dance di cui vi ho già un po’ parlato. Ho pensato ai video e ai documentari che ho visto, a quanto quelle ragazze abbiano dovuto fare per essere su quel palco e, magari, un giorno diventaretopstarmettersiladivisadiOscaresaliresulPegaso. Ho cominciato ad avere i miei soliti trip mentali su quanto sia importante lottare per i propri sogni e mi sono commossa ancora di più. Sul tetto del Takarazuka si abbattevano le raffiche di pioggia portate dal tifone. Avevo esaudito un altro dei miei tanti-troppi! desideri. Insomma, mi sono sentita proprio felice 😀

Per quel poco che me ne possa capire di Takarazuka l’interpretazione di Kaname Ouki è stata sublime, molto energica e sentita (l’abbiamo vista piangere veramente sulla scena in più punti).  Avevo letto che non è una cantante eccellente (le solite carampane haters), invece ha ampiamente superato ogni mia aspettativa, confermandosi una delle migliori Oscar che abbia mai visto (e in questo mese ne ho viste tante 🙂 ); Rosalie voce pazzesca e bellissimo personaggio, molto migliore che nel cartone animato, le si perdona anche il fatto di non essere morta; scenografie bellissime e cambi di scena e di costume alla velocità della luce, Pegaso semovente e paillettes, orchestra dal vivo strepitosa…molto più che attrici, le takarazienne sono dispensatrici di sogni. Sono entrata nel tunnel… e a uscirne, non ci penso nemmeno!

*Non so chi ha pianto di più tra me e Toru, che in pochi mesi è passato da: berubara roba da femminucce a: iscriviamoci al Takarazuka tomo no kai, now!

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