Hanami

Hanami

L’altro giorno stavo passeggiando nel parco vicino a casa con Toru e la piccina.
Il periodo dell’hanami era passato già da un po’, e silenziosamente pensavo al fatto che nemmeno quest’anno siamo riusciti a fare il tradizionale pic-nic sotto ai ciliegi. Non ho dato voce al mio malcontento, perché le cose tristi non vanno dette nelle giornate di sole, nei brevi momenti di riposo; ho ricacciato indietro il pensiero, scendendo i grossi gradini un passo alla volta, con attenzione. Da quelle scale, che costeggiano il prato su cui io e Ayla passiamo i pomeriggi di libertà, ho notato una coppia anziana trascinare faticosamente uno strano carretto(che potete vedere a sinistra nella foto) , niente più che una bicicletta a cui avevano appoggiato una tavola di compensato. Sopra c’era un cane Shiba, sdraiato e con le zampe tese.
A prima vista mi sembrava morto: sono rimasta pietrificata, mentre già mi salivano le lacrime agli occhi; ho indicato la coppia a Toru e ho continuato a guardare, in mezzo alle scalinata, col fiato sospeso.
Il cane non era morto, ma era sicuramente reduce da una difficile operazione. La nonnina ha steso una coperta sull’erba, in due hanno sollevato il cane e ce lo hanno messo sopra. Lentamente, con molta pena, il cane si è messo a sedere. La nonnina si è seduta accanto a lui ed ha cominciato ad accarezzarlo. Il vecchietto si è seduto sulla panchina, ha aperto una lattina di caffè ed ha cominciato a bere.
Ho fatto una foto, consapevole di avere rubato un momento magico. Un hanami senza fiori. A volte non servono.

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2 Comments (+add yours?)

  1. A.
    Jun 25, 2014 @ 22:53:05

    Davvero commovente, viene propio voglia di chiedersi cosa è accaduto al cane… se quella coppia anziana aveva figli… o magari sono io che sono curiosa fino ai limiti estremi…
    Complimenti per il fantastico blog, ho letto tutti i tuoi post…
    A.

    Reply

    • Murasaki
      Jul 19, 2014 @ 07:43:19

      Grazie A.
      A volte si fanno incontri sfuggevoli, si sfiorano vite di cui non sapremo mai niente eppure ci lasciano lì a fantasticare, a inventare, a raccontare…

      Reply

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