Buona Pasqua a Tutti!

E’ una Pasqua un po’ triste, visto che la passeremo al lavoro, ma spero che riservi qualche bella sorpresa anche a noi!


Un augurio di Primavera e di cose Nuove!!!


Noi tre

Kanamara Matsuri

Insomma, è stata proprio una festa del c***o!

 

Domenica, approfittando di una graditissima pausa dal lavoro, sono stata con una coppia di amici nei pressi di Kawasaki(nella prefettura di Kanagawa) per partecipare al festival più delirante del mondo: il Kanamara Matsuri (金まら祭り) o "festival del belin di ferro". Erano anni che mi riproponevo di vedere coi miei occhi quella che in Italia mi sembrava una leggenda metropolitana. E invece era tutto vero.

 

In poche, crude parole…eccovi l’origine di questo singolare evento: narra la leggenda che un demone dai denti affilati si infilò nella vagina di una bella fanciulla(e vai di archetipi…) e solo con l’aiuto di un enorme fallo di ferro il demone poté essere sconfitto. Il mega pisello viene custodito nel tempio Wakamiya Hachiman-gū  (若宮八幡宮), uno dei pochi templi della fertilità rimasti in Giappone. In passato le prostitute andavano a pregare la divinità per invocare la protezione contro le malattie veneree, adesso invece la festa, che si svolge la prima domenica di aprile raccoglie fondi per la lotta contro l’HIV.

La festa è stata aperta da una danza hula di settantenni.

Alle 11:30 dal tempio è partita la processione: tre mikoshi (specie di altarini) fallici hanno attraversato la cittadina in un tripudio di spintoni. Io e la mia collega abbiamo rischiato più volte di venire travolte da una folla di infoiati ma abbiamo resistito: soccombere in quel modo sarebbe stata veramente una morte assurda!

L’altarino più "imponente" veniva trasportato da un gruppo di New Half (qui chiamano così i trans).

Tutti i gadget erano monotematici:lecca lecca  e candele di varie misure a forma di bigolo o di patonza, portafortuna di ferro o di legno sullo stesso tema.

(trova il personaggio misterioso!)

I chupa chups hanno riscosso un successo tale che era impossibile avvicinarsi alla bancarella per immortalarla. Bisogno di affetto?

La cosa più inquietante è che a questo festival c’erano un sacco di famiglie con le carrozzine e bambini piccoli…anche loro con l’immancabile leccalecca!

Insomma: un concentrato trash di quelli che mi piacciono tanto e che rendono il Giappone un paese degno di essere visitato!

Appena siamo riusciti a defilarci dal corteo ci siamo infilati in un ristorantino gestito da affiliati di un tempio-questa volta buddista- per un udon. La nonnina ci ha consigliato caldamente di andare a visitare quel tempio…e menomale che abbiamo seguito il suo consiglio!Così infervorati dalla festa priapica ci saremmo persi uno dei maggiori complessi della regione: il Kawasaki Daishi (川崎大師). Avete presente Asakusa? Più grande. E direi forse più affascinante.

Dopo la pausa meditativa ci siamo nuovamente mescolati nella bolgia per comprare i souvenir ai nostri colleghi e abbiamo fatto amicizia con nuovi personaggetti

Purtroppo non abbiamo potuto comprare i dolcetti, la folla non demordeva, e così abbiamo ripiegato sulle statuine. Il più degli indigeni se n’era andato, lasciando spazio a qualche gaijin ubriaco e ad un picnic di trans.

Le immagini parlano da sole..e alla prossima, i video! 🙂

 

 

Standing Ovation, Seated

HELPING PEOPLE UNDERSTAND ART

Macaronea

Considerazioni sparse di una prof (precaria) di lettere.

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...altro che kimono e fiori di ciliegio!!

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