Piove

…non sulle tamerici salmastre ed arse, purtroppo.

Nelle giornate di pioggia, quando l’aria è fresca e sa di verde, mi viene sempre in mente quel sant’uomo di D’Annunzio. Ve la ripropongo, leggetela con attenzione…ormai i giorni della scuola dell’obbligo sono lontani e possiamo goderci la poesia…che non dovrebbe mai essere un’imposizione. Anzi, non leggetela…declamatela! Perché questa è una musica per le orecchie…

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove sui mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
sui ginestri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
l’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come un foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancora trema, si spegne,
risorge, treme, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta; ma la figlia
del limo lontane,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i malleoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.

 

Bella, eh? I bei tempi in cui Ermione non era ancora un insulso personaggio di Harry Potter (che, ricordiamolo, Gangalf se lo "inculca"quando vuole…).

Shibuya stamattina non era decisamente aulente(…non di coccole, almeno)e rinchiusa nella mia favola bella ho affrontato mal volentieri le raffiche di vento e la pioggia. Sta arrivando la primavera.

Domani domenica libera…ho in programma di andare ad una festa,ma vi aggiornerò domani!

 

Reborn

Riprendo le redini della mia vita in questa giornata di riposo forzato. Una riassettata alla casa che aveva perso tutto il suo calore di nido per trasformarsi in tana in cui rifugiarsi rabbiosi dalla pioggia. Un abbraccio morbido e setoso di Ayla. Il bucato steso al sole che finalmente passa dalla finestra, senza bussare.

I fogli di carta sparsi per terra per riempirsi di colori.

Le lettere commissionatemi, finalmente spedite.

La traduzione della guida di viaggi, consegnata con largo anticipo, aspetta solo di trasformarsi in soldini tintinnanti.

Mezz’ora di wii fit mi ha devastata. I conti col mio corpo, come immaginavo,non tornano.

Questo mese è stato un inferno…ma fortunatamente il nuovo lavoro mi ha portato tre amici preziosi, non solo colleghi. Ho capito di essere di nuovo punto a capo della mia "ricerca della felicità", almeno in ambito lavorativo…e spero solo di trovare qualcuno che sia pronto a scommettere su di me.

 

Nel frattempo ho anche compiuto gli anni, dieci giorni fa. E’ stato un compleanno bellissimo, veramente perfetto e tutto grazie a Toru, la mia rete di protezione in questa vita da funambola. E quante volte sono caduta in queste settimane…per una giornata mi ha fatta sentire libera e lontana dai doveri, dalle scadenze, dagli obblighi, dalle delusioni.

Fortunatamente (ed è un miracolo puntuale ma mai scontato, per me) i susini sono fioriti, quest’anno a breve distanza dai ciliegi. Sono stata con Kiyomi, la "nonna" e Toru in un bel parco-museo a cielo aperto, nei dintorni di Fuchu. Pubblicherò le foto al più presto perché vale proprio la pena di andarci. Nel parco sono state trasferiti antiche abitazioni ed edifici come il vecchio comune della città e si può passeggiare ammirando i fiori con calma, senza l’odiosa ressa del parco di Ueno.

A cena ho preparato con Kiyomi la zuppa di miso per la prima volta. Il modo di prepararla, i tempi, sono tramandati di madre in figlia e visto che mia suocera non sa cucinare sono felice di aver fatto questa esperienza. La cucina giapponese è deliziosa ma veramente complicata e penso di non esserci portata ma ci tenevo ad imparare  come preparare la zuppa di miso…non volevo farla mancare a Toru!

Mi sono ripresa!Grazie a tutti dei messaggi affettuosi❤.

 

 

私の何処かで
何かが消え失せ
サビついた怒りを
手放そうとしてる

私は鳥になり
雑踏を飛んで行く
迷いは羽根になり
全てを振り切って行く
Life
My Life
My Fragile Life
やっと気づいたの

この腕が伸びて
枝や茎になり
あなたを忘れる事で
天にまで届く

人ゴミの中で
洗い流したリズム
足をつかむ誰かを
そっとすり抜けて

私は鳥になり
雑踏を飛んで行く
迷いは羽根になり
全てを振り切って行く
Life
My Life
My Fragile Life
やっと気づいたの

Life
My Life
My Precious Life
やっと手に入れたの


♫~螺旋鬼束ちひろ

La Crisi

Quando arriva una crisi riaffiorano alcuni ricordi
che credevo persi
cosa penso di me cosa voglio da te
dove sono cosa sono e perché


Sono in Crisi. Con la maiuscola. In questi mesi sto mettendo in discussione (e sono state messe in discussione) tante questioni lavorative e personali. Così non me la sono sentita di scrivere…


molto spesso una crisi è tutt’altro che folle
è un eccesso di lucidità
sta finendo la crisi e ogni volta che passa una crisi
resta qualche traccia


Non amo lamentarmi sul web, lo faccio già anche troppo nella vita reale…e, tristemente, non avevo nulla di bello da raccontare. La mia vita è trascinata da treni strapieni di gente infelice, fatta di un mercoledì in cui cerco di respirare profondamente tutta l’aria che posso, per poi immergermi nuovamente in un’apnea emozionale.

Quest’anno nemmeno i susini in fiore hanno fatto il miracolo: sono veramente stanca e delusa(ci riproverò mercoledì prossimo, andando a visitare un parco molto bello).


E’ passato il primo anniversario dell’11 Marzo. Immagino che molti blog avranno speso un florilegio di parole su una nazione raccolta in silenzio, sulla forza del popolo giapponese, sulla poesia di tutto questo.

 

 

Cazzate.

 

Davvero, sono cazzate.

Rispetto il modo di vedere la "vie en rose" che ha la gente qui….ma purtroppo il mio blog parla di Giappone ma non è solamente un blog sul Giappone.

Ammetto che la tentazione di scrivere la mia su quella data in quella data l’ho avuta. Ma poi ho letto in giro, non per voler mio ma per colpa di qualche link su Facebook, un mare di ovvietà e di melense, vuote parole.

Vi racconto il mio 11 Marzo, domenica.

Ero al lavoro, come sempre. Il giorno prima avevo visto un programma in cui pseudo-vip locali donavano orologi, vuitton, mazze da golf ed altre amenità ad alcuni "fortunati" che un anno fa hanno perso tutto. Una specie di "30 ore per la vita, ma più trash".Mi era arrivata dall’Ambasciata un’email in cui noi italiani siamo stati invitati a rispettare un minuto di silenzio alle 14:46.

Al mattino, arrivata al lavoro, ho parlato al mio capo di questa cosa e gli ho chiesto se la scuola avrebbe osservato il minuto di silenzio.

La risposta è stata, tradotta alla buona: "Me ne batto il belin, fa’ un po’ come vuoi". E un po’ me lo aspettavo.

Così ho attaccato come tutti gli altri giorni e al momento opportuno ho chiesto ai miei studenti che cosa ne pensassero. Una di loro ha detto "grazie". E allora il minuto di silenzio l’ho fatto. Non per dovere, non per ricordare chi non c’è più, non per questo paese…

L’ho fatto per me. Perché non ho avuto un minuto di silenzio, in questo anno. Per ricordare che sono viva, anche se sepolta da incombenze più grandi di me, che questo anno da neosposa è stato duro ma è finito. E ho tirato un sospiro di sollievo, per un minuto.

Molti si chiedono a che cosa servano questi minuti di silenzio. Ecco, penso che servano a noi, in vari modi. Per sentirci a posto con la coscienza; per ringraziare di essere vivi; per pregare; per pensare a cosa preparare per cena. Ognuno usa il suo minuto di silenzio come crede e menomale che è così. Io l’ho usato per guardarmi dentro e per ammettere a me stessa che sono in crisi.

infatti ultimamente rido per niente
e non mi nascondo più facilmente
e malgrado sembri male
cambia solo il modo di giudicare

♫~La Crisi-Bluvertigo

Standing Ovation, Seated

HELPING PEOPLE UNDERSTAND ART

Macaronea

Considerazioni sparse di una prof (precaria) di lettere.

FarOVale

Hearts on Earth

Sapori diVini

...altro che kimono e fiori di ciliegio!!

Imago Recensio

...altro che kimono e fiori di ciliegio!!

Obsidianne

Rust Rage Red Ravaging Restless

BUROGU: Occhi sull`Impero

Riflessioni semiserie di italiani che, per forza o per passione, vivono in Giappone

Greeneyed Geisha

...altro che kimono e fiori di ciliegio!!

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.