L’anima del Giappone è di Seta

Ho superato un periodo poco felice per la salute e riesco ad aggiornare il blog con calma.

Ormai è arrivato l’inverno con il suo vento tagliente e le foglie sono cadute prima che le potessi ammirare con la dovuta calma. Il lavoro questo mese mi ha sommersa e sopraffatta… queste vacanza di Natale le sto attendendo come un bisogno di calore nella fredda fretta di Tokyo.

Una piccola nota di calore però l’ho già avuta un mesetto fa e aspettavo di avere un po’ di tempo per parlarne; io e Toru abbiamo conosciuto, qualche tempo fa, una persona speciale. Una di quelle che sinceramente non pensavo di trovare in questa città. Eravamo all’inaugurazione della pizzeria del mitico Peppe (non so se avete letto, ai tempi del Terremoto, il delirante articolo che lo dipingeva come l’ unico italiano rimasto a Tokyo), un’ altra Persona con la maiuscola, generosa e di cuore.

Tra gli invitati c’erano anche due signore, madre e figlia, in kimono. Non potevo staccare gli occhi dai ricami e dai colori vividi di quelle stoffe tanto che,quando le signore si sono sedute accanto a noi, Toru si è accorto di quanto avrei voluto parlare con quelle signore e per me ha rivolto loro la parola lodando la bellezza dei loro kimono. Ammirandolo da vicino, ho notato che la figlia indossava un obi argentato(la cintura del kimono) dipinto con un’illustrazione del Genji Monogatari ( il romanzo classico più importante della letteratura giapponese e,come sapete, mio libro-culto); il kimono invece era di un blu Cina intenso, ricamato finemente a motivi floreali. Ogni gesto delle due donne era pieno di grazia ; guardando la compostezza dei gesti, l’eleganza dei passi avvolti da strati di seta a contrasto, ancora una volta ho confermato la mia convinzione che la bellezza di una donna giapponese è racchiusa portare nel kimono, nel trucco essenziale degli occhi e nel sorriso carminio delle labbra, nei capelli corvini meticolosamente acconciati.Così diverso dalla sguaiata volgarità delle ragazzette di Shibuya.

Conversando con le signore abbiamo anche scoperto che sono cattoliche, cosa davvero rara in Giappone. Abbiamo passato più di un’ora parlando di kimono, di arte giapponese, di tutte quelle cose da nippofila  di cui non ho mai occasione di parlare con Toru. Prima di accomiatarci ci scambiamo i contatti, con un invito da parte loro a visitarle e “magari provare ad indossare un kimono”.

Il mondo si è fermato per un istante. Io, indossare un kimono.Qualcosa che non ho mai avuto il coraggio di fare nelle fiere giapponesi per otaku che si svolgono un po’ in tutta Italia. Indossare un kimono per me è qualcosa di sacro, è venire in contatto con l’anima di quel paese in cui mi sono trovata a vivere.  Mi sono schermita, ho rifiutato dicendo che ad un’occidentale il kimono non dona.

Portare il kimono richiede uno studio e una preparazione che non ho. Vestirlo così, solo per fare una foto, significherebbe svilirne la bellezza, sminuirne l’importanza. Saranno delle pippe mentali, ma per me il kimono è davvero il simbolo della grazia e della bellezza femminile. Mille volte di più di un -seppur meraviglioso-abito di Valentino.

L’invito è rimasto così in sospeso, immaginando che “tanto i giapponesi ti invitano per cortesia e poi si defiliano”(esperienza personale). Invece il mattino dopo riceviamo un’email, e poi quasi ogni giorno continuiamo questo “scambio epistolare” con Kiyomi( 清美 significa”Pura bellezza”- un nome veramente appropriato), ci raccontiamo le nostre vite. Dopo quasi un mese prendiamo coraggio, ci armiamo di torta di mele fatta in casa e ci presentiamo a casa delle due donne, che vivono da sole dopo la morte del papà. Chiacchieriamo ancora del più e del meno, di Satsuma (la zona del sud da cui provengono), di gatti (ne hanno due) e ad un certo punto ci dicono che “hanno preparato tutto”:”tutto” è il furisode.

Il furisode è il kimono a manica lunga che portano le donne non sposate e le danzatrici o cantanti tradizionali. Il furisode è l’abito che ho sempre segretamente sognato di indossare. Ormai davo per perduta questa occasione, visto che mi sono già sposata (mannaggia a Toru) e ancora non padroneggio l’enka…e invece eccolo lì davanti, con i suoi ricami in argento di fiori di ciliegio e la cintura di un tessuto simile a broccato. Un tesoro prezioso tenuto da parte in un armadio apposito, per anni, ad aspettarmi.

Di solito le maniche dei furisode vengono tagliate dopo il matrimonio per continuare ad indossarlo anche da sposate, ma Kiyomi non ne ha avuto il cuore, ha detto.

L’altezza, addirittura la misura degli zōri (i sandali) corrispondeva alla mia. Un piccolo miracolo. La madre di Kiyomi mi ha fatto indossare il kimono in meno di mezz’ora, con una precisione e una rapidità nei movimenti impressionante. In quanto ballerina professionista, è capace ad indossarlo da sola e di farlo indossare. I tre strati di seta si sono avvolti al mio corpo in un battito di ciglia. Un po’ più di tempo mi c’è voluto per capire come indossare i tabi, le calze bianche, e per indossare l’obi.

Anche Toru ha indossato un kimono da uomo decorato da motivi autunnali e appartenuto al padre di Kiyomi e stava davvero benissimo.

Non osavo guardarmi allo specchio perché avevo paura di sembrare ridicola. Forse lo ero, ma mi sono sentita felice. Kiyomi ci ha portato fuori, al tempio vicino, per fare qualche foto. Mi sentivo in imbarazzo ma le persone che ci incrociavano si fermavano a guardarci o addirittura a parlare con noi. Pensavo fosse difficile anche solo fare qualche passo ma non ho avuto nessun problema. Ero davvero ad un palmo da terra. Non mi sono sentita così dal giorno del nostro matrimonio. E quando, dopo qualche ora, ho tolto il furisode, mi sono sentita più leggera ma un po’ triste. Fino a quando potrò indossarlo di nuovo.

6 Comments (+add yours?)

  1. Tiva
    Dec 16, 2011 @ 09:38:36

    Bellissimo!

    Reply

  2. Deniz
    Dec 17, 2011 @ 03:11:10

     site una bellissima coppia ;D

    Reply

  3. fra
    Dec 18, 2011 @ 01:54:59

    stai benissimo, sei un fiore! e per questa e altre ma non meno importanti ragioni sei molto più degna tu di indossare quel kimono piuttosto che una qualsiasi tamarra lampadata con le unghie finte. forse la bellezza nipponica non è una questione di sangue, ma di sentimento, chissà!

    Reply

  4. Murasaki
    Dec 18, 2011 @ 10:45:36

    @Tiva: da vicino era ancora più bello *__*
    @Deniz: ma grazie!!! :*
    @fra: che gentile u___u . In Giappone si pensa che anche gli oggetti abbiano uno spirito( per questo esistono templi ai quali portare gli oggetti cari quando sono inutilizzabili), è un’idea bellissima secondo me

    Reply

  5. Kikki
    Dec 22, 2011 @ 23:49:50

    ma come ridicola?!? sei bellissima!! *__* anche toru sta molto bene e insieme siete davvero una bella coppia! *__*
    comunque capisco le tue reticenze, noi occidentali non c’entriamo proprio nulla con queste cose XD però non è detto che ci stiano male, soprattutto se hai il fisico giusto ^^ (e anch’io che non ce l’ho non stavo affatto male con lo yukata della mia amica *w*) sono contenta che tu abbia potuto fare questa esperienza così importante per te!

    Reply

  6. Murasaki
    Dec 23, 2011 @ 15:07:17

    @Kikki:grazie!!!!!!Infatti avevo paura di fare una carnevalata, ho cercato di essere il più composta possibile!

    Reply

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