Il Sapore dell’Autunno

Stimolata da un bellissimo post di uno dei blog che seguo con più piacere vorrei scrivere due righe sull’Autunno che se ne sta andando tra foglie dorate, brunite,scarlatte. Questa stagione mi ha sempre portato tristezza perché significava per me la morte dell’estate, l’arrivo del freddo. Invece l’autunno giapponese è dolce. E’ l’aria che si fa più fresca, il cielo che torna azzurro dopo la stagione delle piogge e il caldo asfissiante color piombo. E’ una giostra di sapori confortanti: quello dei funghi e delle castagne ma anche quello dei kaki, dello yuzu (un agrume profumatissimo), della satsuma imo (la patata dolce).

(nella foto: marmellata di yuzu e torta alle patate dolci fatta in casa e,ovviamente, kaki)

Riprendo il post dopo qualche tempo che se ne sta fermo lì nelle bozze per parlarvi meglio del nostro autunno: direi che la parola chiave è "mostre d’arte": infatti ne abbiamo viste molte e sembra che questa tendenza andrà avanti per un po’. Da sempre sono appassionata d’arte e adoro andare per musei e fortunatamente sto riuscendo a "tirar dentro" anche Toru che si era mostrato poco entusiasta alle mie proposte passate. Adesso ho capito che è l’arte orientale a non interessarlo molto così ci concentriamo su quella europea. Dopo aver visto la mostra sul Liberty al museo di Fuchu (ed aver potuto ammirare dal vivo qualche opera di Mucha ❤ e Lalique) il mese scorso, questo mese abbiamo fatto il bis: siamo stati in zona Yurakucho per vedere la mostra di Toulouse-Lautrec

e poi quella di Goya al Museo Nazionale di Ueno. Mi sono divertita a raccontare a Toru quel che sapevo e vederlo guardare i quadri così vicino da entrarci dentro. A me invece piace guardarli da una certa distanza, lasciarmi avvolgere dall’armonia di colori e di forme. Per non smentire il nostro lato burino tra un museo e l’altro ci siamo scofanati uno tsukemen enorme

Giovedì scorso siamo andati alla Torre di Tokyo a vedere la mostra per i 40 anni dei Queen e abbiamo scelto proprio il 24 novembre (giorno della scomparsa di Freddie Mercury) per visitarla dopo il lavoro. Toru era quasi (quasi) più sovreccitato di me. Devo aver creato un mostro ^__^". Fatto sta che ero senza parole per l’emozione davanti agli abiti indossati da Freddie e Brian, davanti alla batteria di Roger Taylor. Ho sentito vicino un mito che mi accompagna sin da bambina.

Le foto agli abiti non si potevano fare. Ma le facevano tutti quindi le ho fatte anche io!u_u

http://www.iobloggo.com/admin/index.php?act=edit&bid=106&blogid=62233&limit=10&start=&find_cat=&find_m=&find_w=&find_s=&ordine=&direzione=&show_post=1

Alla fine ci siamo portati a casa io un libro, lui un cappellino e anche due bicchieri da champagne. Non si poteva evitare!

Alla base della Torre di Tokyo c’era un grande albero e le immancabili decorazioni luminose.

…e perfino questo!

 

Advertisements

Viaggi d’Autunno

Come sempre avrei voluto scrivere prima e finalmente ne ho l’occasione.

L’aria si è fatta più fresca da un paio di questi giorni a questa parte e sembra davvero autunno. Ascolto musica portoghese e poi De Andrè con Ayla in braccio che dorme. E’ difficile scrivere al computer in questo modo ma chi ha il coraggio di svegliarla? Il deumidificatore diffonde l’essenza di Hinoki nella stanza troppo buia per essere le quattro del pomeriggio, il tepore del musino di Ayla e di una coperta appartenuta a Toru fin da quando era bambino.

Mi lascio cullare da questa nostalgia di casa e di dolcezza. In cucina c’è ancora profumo di torta alle patate dolci e mi rifugio nell’unico spazio di Tokyo in cui posso essere semplicemente me. Al riparo da ombrelli che cozzano tra loro pungendo un cielo troppo grigio.

L’altro ieri parlavo con un mio collega di quanto è bella Hiroshima (ricordando quando con mia sorella abbiamo fatto il primo viaggio insieme), di come la gente sia sorridente "e invece qui…" e a un certo punto "…sarei curioso di vedere la mia faccia quando camminiamo per strada, secondo me siamo diventati come loro". "Chissà, può darsi" gli ho risposto sapendo che aveva ragione: posso sentire i lineamenti del viso indurirsi in una smorfia mentre trascino la borsa pesante di libri e di cose mie per le scale e dentro i treni, pentendomi per ogni sorriso buttato  che non tornerà più indietro.

Sono stata di nuovo male la settimana scorsa, tanto da piangere prima di tirarmi su per andare al lavoro. Tre giorni d’inferno con la febbre sopra i 39 e la gola in fiamme senza poter riposare e adesso che sto meglio mi godo una giornata di riposo.

In questi giorni ripenso anche a quanto successo nelle Cinque Terre e a Genova, alle persone portate via dall’acqua e non posso gioire più di tanto delle cose belle che mi succedono. La giornata di sole in cui io e Toru abbiamo girato i paesi e, tanti anni prima, le gite a Genova con il Liceo per andare a teatro e gli zaini pieni di libri comprati alla Feltrinelli con i pochi spiccioli che avevo da parte. Si mischiano il dolce e l’amaro.

Vi avevo promesso il resoconto della nostra gita ad Hakone però, dunque bando alla malinconia 🙂

 

Ero stata ad Hakone quattro anni fa, mentre per Toru è stata la prima volta. Avevamo solo due giorni a disposizione e visto che avevo già placato la mia furia di turista curiosa abbiamo deciso di fare soltanto una sosta alle terme per una notte e non cercare di girare in lungo e in largo. Abbiamo trovato un ryokan che permette l’ingresso ai cani e siamo partiti in tre anche stavolta!

Il ponte rosso dalla stazione di Yumoto conduce un sentiero che si inerpica tra le montagne, portando sino a Kyoto

Ho immaginato cortei di nobili ritornare alla Capitale, la sensazione dolce di un esilio terminato, del perdono dell’Imperatore nella stessa aria fresca di un mattino di mille anni prima. Ho pensato a quanto significasse la distanza allora e quanto adesso sia facile salire su un aereo e attraversare i meridiani della terra in poche ore.

Ogni tanto qualche tempietto shintoista

o buddista

Le foglie degli alberi iniziavano appena a colorarsi ma l’autunno era ancora lontano.

Non la tamarraggine! Abbiamo visto delle macchine modificate che nemmeno su Pimp My Ride…

Dopo aver passeggiato un po’ abbiamo preso l’autobus e allora in seno alle montagne è scoppiato l’autunno rosso e giallo e arancio che amo tanto. Purtroppo non ho potuto fotografarlo perché…prendete un autobus ad Hakone e lo capirete. L’autista pensava di essere Barrichello. è__é9

Arrivati al nostro Ryokan abbiamo posato i bagagli e siamo di nuovo usciti prima che facesse buio. Volevamo far sfogare Ayla sperando che in camera non facesse danni!

Ci siamo fermati a Sengoku kougen, che è famosa per una ripida collina dove crescono le piante di Susuki. Il portiere del ryokan ci ha raccontato che è stata teatro di scontri sanguinosi tra guerrieri.

Ovviamente la mia mente è di nuovo partita lontano riempiendo gli occhi di paesaggi perduti, di un Giappone che è sempre più vero nel mio cuore e sempre più nascosto alla mia vista…quel Giappone che mi ha spinta fin qui.

E dopo una cena a dire il vero non molto saporita, il primo impatto con le onsen, le terme giapponesi!

Il ryokan aveva tre grandi vasche, due pubbliche (divise per uomini e donne) al coperto e una privata all’aperto. In Giappone, come molti di voi sanno, si entra in vasca nudi. Per questo la maggior parte degli stabilimenti termali hanno una zona per soli uomini e una per sole donne (i bambini possono accompagnare gli adulti indistintamente dal sesso fino ad una certa età) ma ci sono ancora terme miste. Ho ancora una volta dimostrato la mia poca elasticità al detto "paese che vai, usanze che trovi" rifiutando di mettermi a mollo con vecchietti ignudi e abbiamo optato per la vasca all’aperto. Abbiamo potuto riservarla per 30 minuti la sera e 30 al mattino. La sensazione di benessere che si prova è fantastica (e il fatto che il giorno dopo mi sia ammalata è sfiga e stanchezza, d’altronde era Hakone mica Lourdes!)!

Quasi quasi ho capito perché i giapponesi impazziscono per le terme ^_^

Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers-De Andrè

Standing Ovation, Seated

HELPING PEOPLE UNDERSTAND ART

Macaronea

Considerazioni sparse di una prof (precaria) di lettere.

FarOVale

Hearts on Earth

Sapori diVini

...altro che kimono e fiori di ciliegio!!

Imago Recensio

...altro che kimono e fiori di ciliegio!!

Obsidianne

Rust Rage Red Ravaging Restless

BUROGU: Occhi sull`Impero

Riflessioni semiserie di italiani che, per forza o per passione, vivono in Giappone

Greeneyed Geisha

...altro che kimono e fiori di ciliegio!!

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.