A casa!

Mi scuso se scrivo solo ora sul blog, ho avuto bisogno di qualche giorno per riprendermi dal marasma….

Siamo arrivati tutti e tre sani e salvi il 24, dopo evitabili contrattempi di cui non potrò mai finire di ringraziare l’Austrian Air. Il volo del 22 è stato cancellato direttamente, e siamo partiti da Narita il 23. Abbiamo dovuto passare una notte a Vienna per il ritardo causato dallo scalo tecnico a Pechino (questo inevitabile,per la mancanza di carburante) e ovviamente non ci hanno messo su nessun volo per Nizza con la scusa del cane, anche se al momento della prenotazione ci avevano assicurato che i voli, a costo di ritardare un po’,sarebbero tutti arrivati a destinazione e che la cagnetta non era affatto un problema. Invece dopo la prima soppressione del volo, quando il 22 eravamo già a Narita per la quarantena di Ayla, ci telefonano annunciandoci che ci avevano prenotato una camera a Vienna e che non potevamo far nulla..e alle nostre proteste hanno replicato "se volete vi cancelliamo la prenotazione e vi mettiamo sul volo del 24". Sciacallaggio gratuito anche qui. Il pomeriggio e la notte a Chiba sono stati tremendi, perché rispetto a Tokyo le scosse di assestamento erano più forti e più frequenti (Narita è sulla linea della faglia sotto Sendai e Fukushima, ma ovviamente più a sud). Col senno di poi ho dovuto chiedere scusa a Toru, perché dopo la notizia ero isterica, ormai le due settimane di calma forzata iniziavano a pesarmi..invece lui si è sempre occupato di tutto cercando di alleviare le mie preoccupazioni.

Non credevo di riuscire a lasciare Tokyo, invece ce l’abbiamo fatta. Siamo arrivati fino a Vienna, abbiamo raggiunto l’albergo, siamo stati maltrattati dalla cameriera valchiria, mangiato un’orrida zuppa fredda di pomodoro, abbiamo potuto usare ben 15 minuti di connessione internet(altrimenti a pagamento), ci siamo svegliati alle 4 per essere in aeroporto prima delle 6, abbiamo dovuto pagare il supplemento per il cane ma siamo arrivati. Mi sono lasciata alle spalle la paura di respirare, di lavarmi con acqua contaminata forse sì/forse no, le scosse avvertite o solo immaginate, la nausea e le emicranie. Anche Ayla ha smesso di rimettere e ha ripreso a fare il cane, non il cuscino antistress. Però…

 

come fare a lasciarsi alle spalle tutto quello che è successo e sta succedendo? Continuo a seguire le notizie e non si sente nulla di buono. C’è ancora la famiglia di Toru laggiù, c’è ancora la nostra casa che non abbiamo finito di arredare, il lavoro che odio e che adoro, c’è tutta la nostra vita. Con la testa siamo ancora là.

I miei sono tranquilli, e questa era la mia priorità, però non mi sembra possibile considerare questa una vacanza…già si parla solo dei preparativi per il matrimonio, ho già scelto e provato il vestito, ma guardandomi nello specchio mi sembrava di vedere la scena di un film..mi sembrava di vedere un’altra persona. Ero contenta, ma come si può essere contenti quando di notte si sogna sapendo di sognare.

Mi arrabbio quando chi è rimasto a Tokyo accusa di codardia chi è partito, ma mi sento in colpa. Mi infurio quando i giapponesi con cui lavoro mi guardano con aria di sufficienza e mi dicono che "capiscono, perché tanto non è il mio paese". Eppure, quello che "non è il mio paese"non riesco a levarmelo dalla mente.

 

 

 

 

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