Autumn in Akita- Prima parte

La settimana scorsa siamo stati tre giorni a casa dei genitori di Toru, nella prefettura di Akita. Più precisamente a Masuda-machi,Yokote-shi, la città della yakisoba (e te pareva che non tirassi fuori qualcosa da mangiare!).

La prefettura di Akita, a parte per la capitale di prefettura Akita-shi, è una zona del Giappone prevalentemente rurale.

Non è tra le prime mete che vengono in mente ad un turista in Giappone: se si pensa al Nord, L’Hokkaido o al massimo la prefettura di Aomori (quella appena sopra Akita) sono luoghi più famosi e visitati.

Il personaggio più famoso di Akita è la sublime poetessa Ono no Komachi (a cui ho forse accennato in qualche altro post), di cui ho visitato il luogo di nascita. Altre cose famose sono ovviamente l’Akita Inu (o Akita Ken), l’Akita Bijin (si dice che ad Akita ci siano le donne più belle del Giappone, che vanterebbero una pelle più candida della neve), il namahage- un demone che puntualmente ogni Capodanno spaventa a morte i bambini con un coltellaccio affilato pronunciando la frase: 「泣く子はいねぇがぁぁ~!!!」(c’è forse qualche bambino che sta piangendo?–e te credo che piangono, altro che trauma infantile!!!!–)-

il natto(fagioli di soia fermentati),l’iburigakko (daikon sottaceto), la già citata yakisoba e l’inaniwa udon.

 

Come avevo accennato, sono stata ad Akita lo scorso Capodanno; prima o poi vi parlerò di quell’esperienza perché può essere interessante per chi non è mai stato nella campagna giapponese. Innanzi tutto l’accoglienza è strepitosa. Se sei abituato al giapponese di Tokyo, in quelle zone la gentilezza e la generosità della gente ti fanno sentire un calore che scioglie anche le nevi delle loro montagne. Insomma, sono andata al Nord ma mi sembrava di essere in Calabria, tutti che mi rimpinzavano e facevano a gara ad offrirmi qualcosa. Non ho detto Calabria a caso perché quando sono lì mi sembra di sentir parlare i miei nonni materni:non ci si capisce niente. Il dialetto di Akita dicono che sia uno dei più vicini a quello dei samurai (se la giocano con Yamagata), e col giapponese c’entra ben poco:

ad esempio,

                    giapponese standard                dialetto di Akita

sono pieno  おなかいっぱい(onakaippai)        はらっちぇ(haraccè)

mangia!     ご飯をたべて!(gohan wo tabete!) まんまくえ!(manmakuè!)

bella          奇麗/美しい(kirei/utsukushii)       めんこい(menkoi)

e così via. Se usi qualche parola nel loro dialetto sono contentissimi (e ti riempiono il piatto *__* ).

Dalla stazione di Tokyo ad Akita (Oomagari) ci vogliono circa 4 ore, noi abbiamo preso il mercoledì mattina il primo shinkansen (che si chiama Akita Komachi) delle 6.40 e ci abbiamo messo solo 3 ore e mezza. In macchina ce ne vorrebbero più di 8. Per Ayla abbiamo dovuto comprare un biglietto speciale, il "temawari kippu", che è costato meno di 300 yen. La piccolina l’ho tenuta sempre sulle ginocchia per non farla stare costretta nel trasportino; Toru aveva paura che il controllore ci avrebbe sgridati, ma nel caso avrei obiettato che il salaryman dietro di noi puzzava più del mio cane, ed il suo biascicare l’ekibento era assai più molesto di lei.

Fortunatamente il controllore Ayla non se l’è nemmeno filata, così abbiamo potuto dormire vicine ♥

Arrivati a Oomagari la mamma di Toru, di riposo, ci è venuta a prendere. La volta scorsa invece avevamo preso il trenino che passa una volta all’ora e raggiunge pigro le stazioni, rade come mai possano essere a Tokyo.

Siamo andati a comprare il cappottino per l’inverno ad Ayla e a farle tagliare le unghiette (ormai camminava in punta di zampe!!!), ecco una rara immagine di lei col nuovo acquisto,prima che scatenasse l’inferno per farselo togliere di dosso O__O""""

La tiranna ha dimostrato subito grande diffidenza verso tutta la famiglia, impossibile farla tenere in braccio. Misteriosamente, solo col nonnino si dava una calmata

Cercherò qualche immagine scattata lo scorso inverno per farvi vedere che la casa di Toru si trova in realtà sul terreno di un tempio (!)

Nel breve tempo a nostra disposizione abbiamo deciso di andare a trovare il "secondo nonno" di Toru, in realtà un lontano parente che viveva nella casa accanto e con cui Toru trascorreva interi pomeriggi mentre lui praticava lo Shodo (la calligrafia giapponese).Adesso il nonnino è in una casa di riposo, per sua stessa volontà: ha detto di non voler causare fastidio ai parenti, ha lasciato una casa a Toru e un’altra alla sua vera nipote, e con i suoi stessi risparmi si è pagato il soggiorno in questa struttura specializzata. Per Toru è stato un trauma difficilmente superabile, perchè il nonno che poteva vedere ogni mattina facendo due passi aveva deciso di diventare vecchio. A 90 anni.

L’anno scorso l’ho incontrato, è uno di quei "grandi vecchi" a cui hai un po’ di timore di avvicinarti, tanti sono gli anni vissuti, tanta è la sapienza scolpita nel volto ruga su ruga. Aveva 89 anni e ne dimostrava sì è no 70. Con movimenti lenti aveva aperto il regalo che Toru gli porta ogni volta, la castela. Un pezzo lo aveva offerto all’altare della moglie morta prima di lui,vicino alla Madonnina (la moglie era cattolica).Poi ci ha offerto del tè e sorrideva alle sbruffonate di Toru, chiudendo gli occhi e mostrando i denti ancora perfettamente diritti.

Così con un po’ di magone in gola siamo andati alla casa di riposo, con la paura che quel nonno così giovane fosse davvero invecchiato. Io non ero mai entrata in una casa di riposo; l’immagine che ne ho sempre avuto è di luoghi tristi, malinconici, in cui si respira la morte, la malattia, la stanchezza. Invece lì non è stato così:certo, vedere "Jiisama"in una stanzettina simile a quelle degli ospedali mi ha stretto il cuore (e ammetto che per codardia non ho osato guardare in faccia Toru, che sarà stato veramente provato..), però tra gite, cineforum, karaoke, ofuro nella struttura e tante altre cose ho sentito che sarebbe stato accudito bene. Gli infermieri, come angeli seguivano ogni bisogno dei pazienti, e ho tirato un sospiro di sollievo. Il nonno ha ascoltato i racconti dell’Italia, ha chiesto quando ci sposiamo. Ha riso come prima,socchiudendo gli occhi. Però sembrava un po’ più piccolo.

♫~Philippe Describes Isabeau-LadyHawke ost

 

5 Comments (+add yours?)

  1. Rikachan
    Oct 15, 2010 @ 15:58:34

     Bello, una gita! Ci fai conoscere anche il Giappone fuori da Tokyo, adoro! *_*
    È una cosa carina quella del secondo nonnino, è molto dolce! 

    Reply

  2. Blue_Hell
    Oct 15, 2010 @ 19:20:48

    Ciao Murasaki! Ho letto il tuo blog tutto d’un fiato! Complimenti davvero bellissimo ed interessante!!! *_* Scrivi benissimo! Continuerò a seguirlo di sicuro!

    Reply

  3. Sabrina&Luca
    Oct 17, 2010 @ 20:23:55

    Ci siamo andati a leggere tutti i post che ci eravamo persi, manchiamo da un po’! Ma adesso stai meglio? Il deumidificatore fa il suo dovere? Anche noi ne abbiamo comprato uno, abbiamo una stanza che è parecchio umida e pare funzionare! Ma possibile che i medici non ti sappiano dire da cosa dipende il tuo stare male? Non è che siano molto rassicuranti, di sicuro ti ha fatto meglio la pappa che ti ha preparato Toru, ma non chiedermi di ripetere il nome perchè me lo sono già dimenticato! Trovo difficilissimo il giapponese! Ma la pronuncia è letterale, rispetto a quanto scrivi tra parentesi? Tra il dialetto di Akita e il giapponese di Tokio ci passa un abisso, tu riesci a capirlo lo stesso? Dolcissimo il secondo nonno di Toru e meno male che la casa di riposo non è come quelle di cui sentiamo parlare in Italia, ovvero una sorta di lager.
    E così Ayla non ne vuole sapere di tenere il cappottino? Vedrai che quando comincerà a fare freddo davvero non se lo toglierà! E’ stupenda la tua cagnolina e la foto di voi tre insieme è da fare sciogliere la neve!
    Bacissimi
    Sabrina&Luca

    Reply

  4. Tokyonome85
    Oct 17, 2010 @ 21:30:41

     Akita, ma che bello, vorrei andarci soprattutto per l’ Akita Inu che un giorno sarà il mio cane
    La storia del nonno nella casa di riposo è triste. Proprio in questi giorni pensavo a queste cose, immaginavo me stessa vecchia e sola e quasi quasi piangevo.
    Sicché (alla toscana) ti cominciano a chiedere quando ti sposi eh? fallo sapere anche a noi lettori del blog eh!

    Reply

  5. Murasaki
    Oct 22, 2010 @ 03:26:11

    @Rikachan:mi convinco sempre di più che il vero Giappone è fuori da Tokyo…Tokyo è un buco dimensionale, ormai proiettata troppo nel futuro..
    @Blue_Hell: ti ringrazio, continua a seguirmi se ti fa piacere!!!
    @Sabrina&Luca: Il giapponese è una lingua che ha un sistema sillabico, quindi per noi italiani non è molto difficile pronunciare le parole (magari l’intonazione è un po’ difficile), quindi quello che ho scritto tra parentesi è "come suona" alle nostre orecchie!
    I nonnini sono molto difficili da capire, ma mi consola il fatto che a volte era difficile anche capire il dialetto dei miei nonni!
    @Tokyonome85: L’Akita Inu è un cane magnifico,nel prossimo post metterò le foto!
    ..il matrimonio? eh mancano solo i soldi!!

    Reply

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