Zushi

La penisola di Miura,nella prefettura di Kanagawa, è un piccolo paradiso per gli amanti del mare.

Ieri io e Toru, eccezionalmente in vacanza, abbiamo deciso di andare al mare per la prima volta quest’anno, e abbiamo scelto Zushi,una piccola città non lontana da Kamakura.

La zona di Shonan è l’alternativa più immediata ed economica per chi vuole fare solo una piccola fuga verso il mare, ma mi sono rifiutata di andare ad Enoshima, bellissima a maggio con i suoi templi e la sua vegetazione, un vero inferno di fango in piena estate.

Zushi invece si è rivelata una piacevolissima sorpresa, mare pulito e spiaggia di sabbia finissima. E c’era meno gente di quanto pensassi.

cartello per l’emergenza tsunami con le zone di evacuazione

(i baretti sullo sfondo meritano un’occhiata in più ripetto al mio naso rosso 😛 )

Finalmente ho potuto nuotare dopo ben due anni di attesa(l’anno scorso non ho avuto il tempo di andare in spiaggia neanche una volta), mi sono divertita a far fare "il morto" ad un impaurito Toru, "uomo di montagna",ascoltare i discorsi dei vicini di asciugamano,fare commenti da parrucchiera. Dai baretti irragionevolmente cari veniva musica raggae, qualcuno suonava live, qualcuno giocava a basket o camminava su una fune. Tutto a pagamento,ma per noi che siamo attrezzatissimi è stato divertimento gratis. A proposito del bento, uno dei numerosi falchetti che sorvolano le spiagge di Shonan (di gabbiani neanche l’ombra),ci ha fregato un pezzo di pollo in picchiata,lasciandoci a bocca aperta.

Toru che posa per il nuovo calendario di una nota catena di Tsukemen (:P )

Le quasi due ore di viaggio al ritorno mi hanno però riservato una brutta sorpresa; l’aria condizionata dei treni mi ha fatto uno scherzo, così dopo un ora di viaggio ho iniziato a dire che avevo freddo, poi salita sul treno della Seibu dopo due stazioni ho sentito salire una nausea tremenda,tanto che ricordo di aver chiesto a Toru se potevamo scendere alla stazione successiva. E poi il black out.

Mi sono risvegliata sulla piattaforma,attorniata dal personale della stazione e da Toru che era visibilmente preoccupato.Secondo il suo racconto dopo avergli chiesto di scendere sono svenuta cadendo a peso morto, lui ha fatto appena in tempo a sollevarmi per le braccia e farmi scendere,adagiandomi a terra. Quando ho ripreso conoscenza mi sembrava di aver dormito per tanto tempo,ma tutto è durato non più di 3 minuti. Ero molto confusa e non capivo quello che mi stessero dicendo. Fatto sta che mi sono riposata su una panchina fino al treno successivo, e a casa dopo un’ora di malessere continuo ho rimesso. Peggio dell’anno scorso ai fuochi di Odaiba, quando ho avuto un mancamento per il caldo e la calca e ho vomitato nella baia di Tokyo, in mezzo a gente che stava mangiando, tra l’altro. Quella volta c’era quella poveretta di mia sorella, fortunatamente anche questa volta c’era qualcuno a soccorrermi.

Insomma,mi è dispiaciuto un po’ rovinare così una giornata altrimenti perfetta.Vorrà dire che a casa farò una bella visita medica!

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