Asakusa & rubber band

E’ finita la stagione delle piogge!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Non se ne poteva più! Ieri dunque ne abbiamo approfittato per andare ad Asakusa,la mecca del souvenir trash. Manekineko dorati giganteschi, kimono fasulli, spade di plastica,parrucche, lanterne, hello kitty in tutte le salse, sushi fantoccio, bambole e così via.

Mi ha fatto un po’ impressione trovarmi in quel mare di turisti stranieri e sentire di non farne parte. Sia ben chiaro, non sono giapponese e non lo sarò mai. Mai cambierò la mia cittadinanza,anche quando ne avrò la possibilità…eppure …guardando le orde di cinesi e coreani petulanti che bloccavano il passaggio per fare le foto, gli americani madidi di sudore,videocamera alla mano, qualche italiano caciarone e un po’ tamarro,tedeschi educati dall’abbigliamento improponibile..ho capito di essere profondamente diversa da loro. Camminando per le strade di Tokyo sarò sempre guardata con quello sguardo obliquo tipico della curiosità invadente, entrando in un negozio mi gusterò i primi 10 secondi di terrore della cassiera prima che realizzi che parlo la loro lingua…però ormai sono parte di Tokyo,e Tokyo è parte di me, comunque vada,dovunque deciderò di vivere in futuro. Una sensazione che ti fa sentire a casa,nonostante tutto. E che quei turisti, troppo presi dal rubare un fotogramma di Giappone,non riuscivano a provare.

Avevo portato anche io la macchina fotografica con me,ma non ho scattato nemmeno una foto, non ne avevo voglia. Troppa,troppa gente. Così io e Toru siamo stati a Kappabashi (la lunga strada di Asakusa piena di negozi specializzati in attrezzi e forniture per ristoranti, vasellame, addirittura in modellini di cera per le vetrine) dove abbiamo trovato un bel regalo per papà e, soprattutto, la tanto agognata lastra per pizza delonghi!!!!!!(E’ in pratica un disco da mettere nel microonde con la funzione forno. Toru era contentissimo e non vede l’ora di prepararne qualcuna la settimana prossima)

Intanto qualche foto dal web per darvi un’idea

Ah, a pranzo invece siamo stati di nuovo al Sushiro, questa volta quello di Tanashi,per sancire l’inizio della mia dieta. Non punto a dimagrire,sarebbe pura utopia in soli 15 giorni prima della partenza, ma almeno a sgonfiarmi un po’. L’alimentazione giapponese fa perdere peso velocemente nei primi mesi,ma poi i chili li riprendi tutti,e con gli interessi! E’ vero che di base vengono eliminati pane,formaggio,ma anche la frutta e la verdura,il che è disastroso per la salute. La frutta e la verdura ci sono,intendiamoci, ma costano molto di più che comprare qualche frittarello malefico al conbini. Così io e Toru abbiamo pensato di investire un po’ sulla nostra salute,spendendo paradossalmente di più per mangiare di meno,e meglio. E niente ramen e Tsukemen,soprattutto nessun tipo di carboidrato a cena. E litri di kurouroncha, il te Oolong nero,che avrebbe il fantasmagorico potere di aiutare l’organismo a bruciare i grassi.

La sensazione di gonfiore inoltre è accompagnata da qualche mese da un gran mal di schiena,dovuto alla mia postura scorretta,che mi interessa correggere molto di più che dimagrire..allora ieri ho comprato un libro dal titolo fraudolento:Makudake daietto, che introduce "la dieta per cui basta solo avvolgere una banda di plastica attorno al corpo".  Dopo essermi fatta grasse risate, gli ho dato un’occhiata e devo dire che invece mi ha conquistata: ci sono tanti esercizi per correggere la postura,soprattutto a livello del bacino. Così sto provando anche questa,avvolta come un salame dalla banda violacea, e sto cercando di camminare dritta il più possibile.E’ una bruttissima abitudine quella di camminare con le spalle curve,e sarebbe tipica delle persone molto alte(categoria in cui io non rientro);nel mio caso è che mi dà fastidio essere guardata per strada,in Italia come in Giappone..e questa mia timidezza di fondo mi fa chiudere a riccio,letteralmente. Qui a Tokyo poi,riallacciandomi al discorso di prima,sento la cosa ancora di più,e anche se non dovrei dargli peso mi sono curvata progressivamente,anche sotto il carico dei libri che mi porto appresso. Proverò a camminare "a testa alta",controllando di tanto in tanto la mia postura nel riflesso delle vetrine. E devo dire che,sarà l’effetto placebo, la schiena va già meglio.

♫~ L’uomo senza etàFrancesco Renga

 

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