Lavori consentiti in giappone Part time

Per non sclerare ulteriormente sulla mia vita lavorativa (studenti che chiedono  alla segreteria un insegnante uomo quando dopo un’ora di broccolaggio fallito mentre cerchi di far lezione capiscono che sei fidanzata e che comunque un 50enne non ti interessa), ecco un altro (breve!) post utile.

In un post precedente avevo già spiegato come ad ogni impiego corrisponda un visto specifico (ad esempio,con un visto che riguarda le lingue e l’interpretariato non si può preparare la pizza,ecc),adesso vorrei parlare del part time  (rivolto principalmente ai molti studenti con visto pre college o exchange student).

Si può lavorare un massimo di 28 ore a settimana (se non sbaglio non più di 4 al giorno,ma basta sistemarsi con il capo per questo), previa richiesta all’ufficio immigrazione. Nel caso degli studenti la scuola rilascia una lettera di "raccomandazione" che accompagnata ad un modulo in cui dichiarerete ore di lavoro,posto di lavoro et similia vi darà via libera al fantastico mondo del baito (dal tedesco arbeit) giapponese.

 

 

I lavori non consentiti

I baito non consentiti sono molti,ed è bene saperlo in anticipo per non rischiare di venire rimpatriati.

1) Lavori considerati parte del "mizu shobai",cioè il mondo della prostituzione:sembra ovvio, comunque nel divieto non si parla solo di prostituzione vera e propria,ma anche di quella "soft" tanto amata dai giappici: kyabakura, host club, soap land ..ma vediamo cosa sono:

I kyabakura sono locali in cui i salaryman,gli impiegati giapponesi, e non solo loro,vengono spellati da ragazze vestite con abitini scollacciati di pessima fattura made in china al ritmo di moet et chandon, frutta esotica. Le ragazze non sono prostitute nel senso vero e proprio del termine, non ci sono rapporti sessuali all’interno del locale(ma nulla vieta alle ragazze di accordarsi per un "dopo" ,in cambio di un braccialettino di diamanti od una borsa firmata..), comunque vengono tocchicchiate. La ragazza deve "conversare" e lodare il cliente,che tutto ringalluzzito spenderà fino all’ultimo yen. Non mi pronuncio su tale mestiere,fate vobis.

Gli host club sono il corrispettivo maschile del kyabakura,avrete certo visto le foto del kabukicho di shinjuku in cui ragazzi vestiti di scuro in ogni stagione dell’anno con dei capelli assurdi girano in cerca di clienti,questa volta donne. Dopo aver visto un documentario dal nome The great happiness space(girato però a Osaka) sono rimasta sconvolta nel vedere come l’host sia spietato e la mia opinione è radicalmente cambiata. Se la hostess del kyabakura agisce usando il proprio corpo, l’host usa la manipolazione mentale. L’obbiettivo è fare innamorare le clienti,illuderle costantemente. Altra cosa che non sapevo, le clienti degli host club non sono solo donne ricche e annoiate,ma anche e soprattutto prostitute,che non possono avere una vita "normale"e un ragazzo normale,dunque entrano in un circolo vizioso in cui i soldi guadagnati col corpo vengono spesi negli host club per sentirsi dire qualche parola gentile. Questo la dice lunga sul modo di concepire e di gestire l’affettività in giappone…fosse per me darei fuoco all’intero quartiere ma per il fatto che all’interno di kabukicho c’è un’ottimo ramen a 280yen (il mio pranzo del sabato) la mia ira Neronica si placherà.

Le soap land sono stanzette in cui in teoria una ragazza ti lava il corpo,però tanto si sa dove si va a finire e mi fermo qui.

Ho sentito parlare di un ragazzo italiano che ha fatto l’host con visto studentesco, ed è stato pescato e rimpatriato..quindi giudizi morali a parte non fatevi prendere dal denaro facile e lasciate perdere….

2)Pachinko e sale in cui si gioca d’azzardo

E’ vietato anche solo farci le pulizie o servire bevande.

3)Volantinaggio

Non è possibile distribuire fazzolettini, volantini, stare fermi coi cartelli (in giappone le tasse di affissione sono altissime quindi i negozi ingaggiano persone che stiano in piedi per ore coi cartelloni o distribuiscano pubblicità). Il motivo non mi è chiaro,forse c’è di mezzo la yakuza, illuminatemi voi.

4)Locali troppo bui

Per legge non si puo’ lavorare in locali la cui illuminazione vada sotto un certo numero di candele (non mi ricordo assolutamente quante). Dunque lavorare in alcune izakaya non va bene.

Per gli studenti stranieri c’è sempre una giornata di orientamento a scuola in cui queste cose vengono spiegate nei dettagli.

 

Vado a cercare un paio di scarpe da combattimento ad harajuku e poi al lavoro..ultimamente non so che cavolo mettere ai piedi!

 

♫~My baby just cares for me-Nina Simone

 

 

 

4 Comments (+add yours?)

  1. Valerio
    May 15, 2010 @ 09:35:19

     Non si può lavorare in posti poco illuminati!?!?? Paura di non riconoscere il gaijin!? Mi piace tanto il giappone e voglio tanto bene a Yoko-chan (la mia coinquilina part-time)… però certe volte mi fanno venire un nervoso!
    Sono più isolani dei Nuoresi! Ed è tutto dire! Bisognerebbe farli conoscere… 
    V.

    Reply

  2. Murasaki
    May 15, 2010 @ 10:19:27

    Penso che i giapponesi ci tengano che gli stranieri non combinino casini e soprattutto non si facciano coinvolgere in guai seri, per evitare scandali internazionali come quello dell’insegnante di inglese uccisa da un maniaco,che ha avuto ripercussioni catastrofiche.
    Essere chiusi?naaaaaa. 😛 Non conosco nessun nuorese quindi non posso fare il confronto,ma sono tremendi quando vogliono!!

    Reply

  3. Rika
    May 15, 2010 @ 11:10:21

    e pensare che il mio lavoro praticamente sono il 4 e il 3 messi insieme hahahah

    Reply

  4. Murasaki
    May 16, 2010 @ 02:05:59

    @Rika: cmq penso che il volantinaggio per il  negozio in cui si lavora sia permesso dai!!una mia conoscente lavorava in un ristorante e la mettevano spesso fuori a far pubblicità vestita tipo il tenerone di drive in!

    Reply

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