Golden Week

La Golden Week (o GW) è la vacanza più attesa dai giapponesi. una settimana circa di vacanza in un paese in cui il "renkyuu"(giorni di vacanza consecutiva) è un sogno proibito.

Non direi che i giapponesi facciano meno vacanze di noi,solo, questi giorni di ferie sono sparsi durante l’anno. Noi tendiamo invece a raggrupparli(mica scemi).

Uno studente mi ha spiegato che fare troppi giorni di vacanza impigrisce e limita la produttività una volta rientrati al lavoro,per questo in giappone le vacanze sono "diluite"..sarà,ma io preferisco il buon metodo italiano. U_U

 

Ordunque,la GW è alle porte e per me significa solo disgrazia. Le scuole chiudono così niente lavoro. Gli studenti tornano al paesello,così niente lezioni private. L’unico che lavora è Toru.

Mi aspetto questa settimana come una lunga agonia  *O* . L’anno scorso invece tutt’altra cosa..l’anno scorso c’erano tutti i miei compagni di scuola, i miei amici venuti a trovarmi dall’Italia,insomma,ero impegnatissima,non sapevo come fare a gestire le poche giornate di vacanza.

Quest’anno mi sento sola soletta e la GW mi sembra un baratro infinito di tristezza ;_; . Oggi andrò a farmi tagliare i capelli dal tosacane a Takadanobaba("vuoi lo shampoo?500 yen extra"  O__O""""   "bau!"), poi vedrò…

 

Domani fortunatamente la mia senpai che adesso abita a gunma passa per Tokyo e ci scappa un pranzo veloce. Domenica se Dio vuole lavoro..e da lunedì bonjour tristesse. Qualcuno mi salvi,venite a trovarmiiiiii!

 

♫~Forrest Gump Suite-Alan Silvestri

 

Nostalgie..

Oggi mi è presa la tristezza…forse perchè due anni fa in questo periodo raccoglievamo i pezzi di cuore correndo verso Siena,perchè la nonna se ne era andata via improvvisamente,lasciandoci veramente senza fiato. Chi perde un nonno che ha amato tanto lo capisce,io e mia sorella ne abbiamo persi due nel giro di 15 giorni. Oggi ho fatto sti discorsi tutto il giorno,ricordando quando la nonna mi cantava le canzoni dell’istrice e delle contrade,lo smalto rosso, il buon profumo.

C’è stato un periodo in cui ho odiato i fiori e in particolare le rose rosse,perchè erano intrisi dell’odore della morte..

 

cambiando argomento.

In questo periodo mi stanno arrivando spesso telefonate da scuole a cui avevo mandato il cv mesi e mesi prima,e tutte che mi fanno andare in sede due o tre volte per colloqui,incontri formativi,lezioni di prova. Mi chiedo quando mi arriveranno i soldi,visto che adesso è tutto a perdere tra treno e tempo.

L’altro giorno per la prima volta ho avuto una lezione privata con una ragazza. Sono stata davvero contentissima,fare lezione senza aspettarmi conclusioni sgradevoli. La studentessa parlava italiano piuttosto bene, e una cosa che ha detto mi ha molto colpita:ha detto che non riesce a capire gli italiani,e quando le ho chiesto il perchè mi ha dato una risposta sorprendente:

"gli italiani lavorano poco,hanno un sacco di tempo per se’ e vacanze lunghe,eppure riescono a vivere in un paese così caro!"

Ho pensato un po’ a questa affermazione..la mia conclusione è che gli europei in generale sanno gestire meglio il loro tempo,ottimizzare gli sforzi.

In giappone c’è l’omino che segnala il pericolo DAVANTI al segnale di pericolo,la donnina che schiaccia il bottone dell’ascensore, in ufficio ognuno ha una mansione specifica. Inoltre,in italia stare di più in ufficio significa non aver finito il proprio lavoro in tempo oppure dover far fronte ad un imprevisto,non c’è niente di lodevole in sè. Questo "attacamento di facciata"all’azienda, questo senso del dovere da un lato ha permesso al giappone un’efficienza che ci sognamo in italia, ma dall’altro un inaridimento interiore assurdo.

Io gli ho risposto che secondo me semplicemente l’italiano ha altre priorità. Il lavoro è qualcosa che sì,puo’ dare soddisfazione,ma non costituisce l’intera esistenza di una persona. Fuori dall’ambiente lavorativo ci sono la famiglia,gli amici, gli hobby. Un giapponese, finita l’università diventa uno "shakai jin",un uomo della società.Inglobato in essa. Ma prima cos’era,mi chiedo io? I bambini e gli studenti sono dunque pesi della società? E i pensionati? Non mi sorprende che l’età della pensione sia accolta come fosse un disonore, e il lavoro prolungato fino a quando è possibile.

Finito il lavoro giornaliero un padre di famiglia dovrebbe tornare a casa dai suoi figli e da sua moglie,non bere come un cazzone fino alle 2 e tornare a casa in taxi fradicio d’alcool.

Punti di vista.

 

Cambiando di nuovo argomento,ultimamente mi è venuta la scimma di un drama che si chiama "Trick", con la donna giapponese più bella che esista, Nakama Yukie (la bellezza classica è insuperabile *_*). Ho visto praticamente tutti i drama che ha fatto,ma questo mi mancava. Trick è una specie di "X files" giapponese e questo è un altro punto a favore della serie. Adoro le coppie alla Mulder&Scully, "Bones" e roba simile,dunque dopo aver visto il film alla tv sto divorando le 2 serie di drama con Toru. Vivamente consigliato,tra l’altro si trova online con sottotitoli in inglese.

 

♫~True color-Cyndi Lauper

 

In vena di cazzate – 2

"You said pork rind."

 

(Hai detto cotica)

 

…………..

.

vado al lavoro .__.

Mele e broccoli di Akita

Oggi sono un po’ sconfortata perchè non trovo nessun volo per Nizza/Milano/Roma che costi meno di 1000euro..è assurdo che lo stesso tragitto ad esempio"milano-tokyo, tokyo-milano",costi 400/500euro in meno se prenotato con partenza dall’italia. Probabilmente dovrò rinunciare a passare qualche giorno dell’infernale estate  tokyota a casa. E inizio ad avere l’inquietante sospetto che alla fine i miei non ci tengano più di tanto a vedermi"Live",visto che a finanziare la traversata non ci pensano proprio.Vabbè che non sono messi bene nemmeno loro,ma che non mi rinfaccino il fatto che "La loro figlia non torna a casa da un anno e mezzo e la gente li ferma per strada al solo scopo di ricordarglielo"(cosa che reputo comunque poco verosimile)

Mamma,Papà, fatemi tornare T____________________________T      crick.

(suono del cuoricino che si spezza)

 

oggi tra una lezione e l’altra mi sono messa a fare la torta di mele,anzi due visto lo stampo microscopico. Rimpiango le teglie da forno italiane,ma soprattutto il forno .__. le mele provengono dalla campagna di Akita ken, direttamente dall’orto di famiglia ♥

Toru è ancora ad un nomikai "obbligatorio" e mi ha appena mandato il 100simo messaggio con scritto "scusa, tra poco torno". Per carità,sta sempre con me e non esce mai per gli affari suoi,dunque non me la sento di fargliela pesare,ma queste scuse sono proprio "giapponesi"(tipo lacrime di coccodrillo)…. E’ da questa mattina che si lamenta perchè non ha voglia di andare a bere coi colleghi, e alla mia innocente domanda "ma perchè ci vai" è seguito un silenzio imbarazzante,mancavano solo i rotoli di sterpaglia da film western. Con calma ho provato a inculcargli il mio semplice ragionamento "italiano":se una cosa non ti va di farla,non farla. Penso di aver fallito stavolta.

La mia fortuna è che il mio ragazzo non è il tipico uomo giapponese, non gliene frega niente dell’attaccamento alla ditta,lavora per vivere e non il contrario…ma alcuni meccanismi della società nipponica penso che non riuscirò a sbloccarglieli….non ancora,almeno.

Vabbè.vorrà dire che guarderò indignandomi qualche altro servizio de "Le Iene"su youtube (che schifo tra satanismo, pedofilia,truffe e droga…) aspettando il ritorno del"broccolo"

 ♫~OthersideRed Hot Chili Peppers

 

 

 

 

 

Weekend (?)

WEEK END, WEEK END

WEEK END, I’M AT MY WIT’S END

 

Quando un tuo studente privato si vanta di avere la Maserati ma poi contratta sul prezzo perchè "è la prima lezione" la vocina nella tua testa si trasforma in quella di Amedeo Nazzari e dichiara "Péste lo colga"…o almeno è quel che mi è successo oggi….

Allibita dalla taccagneria umana (più si è ricchi più si è tirchi,ci tengo a precisarlo), mi sono diretta verso i miei bimbi,ancora troppo piccoli per essere stronzi…ma essendo mezzi giapponesi hanno un 50% di possibilità di diventarlo…

scherzi a parte, secondo me il frutto di un matrimonio italo-giapponese sembra da un lato una creatura mitica tipo la chimera o il pegaso,dall’altro un "incrocio"(pessima scelta lessicale,ma non mi viene in mente nulla ora come ora O_O) perfetto. I "miei"bimbi non strillano, sono educati,ma sono vivaci come i bambini nipponici non sanno e non possono essere. Ascoltano con attenzione,sono rispettosi…quando torno dalla lezione sono senza voce ma col cuore purificato dopo tanta sozzura che mi becco insegnando a persone che ho finito per considerare rifiuti della società…quasi-hikikomori, o gente straricca e annoiata, o gente che per poter parlare con una ragazza è disposta a pagarla fingendo interesse per una lingua straniera. Sfiga a vagonate. Fortunatamente anche tra gli over 4 ho qualche studente di cui posso essere fiera (tra cui un calciatore della nazionale giapponese, che non posso nominare per ovvie ragioni di privacy),ma sono veramente pochi.

 

Di nuovo mi sta andando via  la voce, grazie a questo tempo assurdo…speriamo non si ripeta la tragedia di qualche settimana fa!!!

 

Ieri anche Toru era di riposo e siamo andati a vedere Alice in Wonderland 3D in un cinema di Shinjuku che si chiama Wald9 (katakanizzato,chissà perchè, in  バルト9 ). La mia prima volta in un cinema giapponese (se si esclude quando nel 2007 andai a vedere il terzo capitolo de "Pirati dei caraibi" e rimasi scioccata dal fatto che nessuno rideva,o respirava,o masticava. Silenzio totale.) e la prima volta che vedevo un film in 3D.

Il film in sè è stato carino, adoro il mondo di Tim Burton anche se mi aspettavo un po’ più di humor cattivo. A prescindere,quando i nostri "deeto",appuntamenti, vanno al di là del fare la spesa al Seiyu, siamo contenti come dei bimbi a Natale, quindi anche se non era "uno di quei film d’autore pallosi"che guardo io, mi sono e ci siamo divertiti,col rischio che Toru a breve copi il look di J. Depp.

 

Quasi quasi vado a letto presto…e ricordate,

 

“quando tornate nelle vostre case, fate una carezza ai vostri frighi,

e dite loro che questa è la carezza di Murasaki.”

 

♫~Weekend- X Japan

 

 

 

 

 

 

 

L’importante Γ¨ sentirsi rispettati

Aspetto da due giorni la conferma di una lezione prenotata 10 giorni fa. Secondo voi mi è ancora arrivata notifica? Ora,sono le11,la lezione dovrebbe essere alle2. Tra che mangio,mi preparo e parto ho giusto il tempo per arrivare alla meta.

Se ancora mi si cancella la lezione "causa depressione dello studente"giuro che lo vado a tirare fuori da casa a calci nel sedere!

Ma si può…..

 

 

In vena di cazzate

Oggi sono a casa,cerco disperatamente un volo per agosto diretto a casa sotto i 100000yen, e mi rivedo tutte le puntate di Hard gay. HOOOO!

quasi quasi riprendo a disegnare dopo un anno di pausa…finirò a fare la madonnara vicino all’entrata della keio πŸ˜›

 

 

♫~大塚愛-ポケット

 

Neve d’ Aprile

Continuamo a resistere eroicamente ad una delle primavere più fredde che abbia mai vissuto!

Più vicina ad un pinguino che ad un essere umano,ieri mi sono spinta in quel di Ginza per fare due lezioni di prova (ovviamente gratuite) in una nuova scuola,che mi è piaciuta un sacco. Metodo anglosassone, pulizia,(sembra) serietà. Adesso sta ai due studenti decidere se far lezione o meno. Incrociate le dita,che qui c’è fame. πŸ˜› Sarà che ho lavorato in una scuola seria e non ero circondata da pagliacci come mio solito, ma ieri sera pur essendo tornata alle 10 non ero per niente stanca, mi era venuta anche la scimmia di comprarmi un "SUUTSU" come lo chiamano qui, un tailleur formale scuro.

E poi dicono che gli italiani non hanno voglia di lavorare….

 

 

 

Visto in Giappone

Mi è parso di capire che per quanto riguarda i visti di entrata in Giappone ci sia molta confusione.

A meno che non siate religiosi o artisti/sportivi famosi,o imprenditori, o vogliate sposare un cittadino giapponese,le modalità più conosciute sono:

 

1) Visto Turistico (Tourist Visa o Short term stay Visa ), valido 90 giorni, utilizzabile appunto per un soggiorno turistico. Avrete bisogno di mostrare il biglietto di ritorno o non potrete nemmeno partire. Durante quel periodo è assolutamente vietato lavorare,anche part time (e si, magari conoscete qualcuno che l’ha fatto ed è rimasto impunito, ma avete veramente voglia di rischiare 10 anni di espulsione dal Giappone?)

 

2) Visti di Studio, divisi in Pre-College Visa e College Visa . Il primo si usa per tutte le scuole compresa la scuola superiore, e le scuole di lingua giapponese (durata di uno o due anni), il secondo per entrare in un’università o senmon gakkou (scuola di specializzazione:cucina, estetistica, arte in generale,ecc) giapponesi. Il visto si ottiene contattando almeno 6 mesi in anticipo l’istituto giapponese e dopo aver ottenuto previo pagamento del corso il "Certificate of Eligibility",ossia un documento che testimonia l’idoneità per il visto, ci si reca in ambasciata o consolato dove tale certificato verrà convertito in visto. Con quello sul passaporto, un biglietto di ritorno non è richiesto.

 

3) Visti di Lavoro

 

Il visto di lavoro non è come in Italia un semplice permesso che abilita a fare qualsiasi tipo di lavoro in qualsiasi campo. Bisogna specificare sotto quale categoria l’azienda per cui si è stati assunti si trovi,e portare prove concrete dell’idoneità a tale lavoro.

Ci saranno dunque visti specifici per la ristorazione, per l’ambito delle lingue,traduzione e import/export, giornalismo,ecc.

 

Detta sinceramente,e crudamente, ottenere il visto di lavoro è molto difficile. Dall’italia è quantomeno impensabile, a meno che ovviamente la ditta per cui si lavora abbia una filiale in giappone, o qualcuno in giappone sia disposto ad assumervi.

E anche una volta arrivati in giappone, escludendo i casi di fortuna sfacciata, persone disposte a farti lavorare ce ne sono poche,pochissime.

Chi è in Italia pensa che il Giappone sia una specie di Paese delle Meraviglie, e lo e’,ma non sotto il punto di vista lavorativo. Anche qui c’è la crisi, anche qui ci sono le porte sbattute in faccia.

Alcune persone mi hanno chiesto come si faccia ad ottenere il visto lavorativo, e io rispondo: "mostrandosi altamente specializzati".

Un qualsiasi perito informatico, ingegnere edile, cuoco professionista (almeno 10 anni di esperienza certificata nell’ambito della ristorazione) ha buone possibilità non solo di trovare lavoro,ma anche di fare una buona carriera.

Ironia della sorte, gli studenti di giapponese (forse le persone che più sognano il Giappone) hanno veramente poche speranze. L’unica cosa a cui possono puntare è il visto che il sito dell’immigration bureau giapponese definisce "Specialist in Humanities/International Services" 人文知識・国 際業務 .

Veniamo alla mia esperienza pratica.

Premetto che essendo figlia di un poliziotto tra le buone cose che mi sono state insegnate c’è il rispetto della legge, e dunque non ho mai intrapreso alcuna attività illegale in Giappone (fico questo disclaimer :P).

Il mio primo soggiorno di 3 mesi (o come pignolamente mi hanno rimarcato a Narita, di 90 giorni) l’ho trascorso con visto turistico,studiando in una scuola di lingua giapponese.

Il mio secondo soggiorno è partito invece dalla ferma convinzione di voler rimanere in Giappone per un periodo molto più lungo e di voler lavorare. Ovviamente io sono la persona con meno conoscenze del mondo,la meno mondana,la meno paraculata (e ciò mi causa giornalmente gastrite da invidia!),dunque non potendo sperare in una assunzione diretta ho messo da parte i soldi necessari per pagarmi un corso di giapponese per un anno e relative spese (affitto&co). Rimando ad un futuro post le mie mirabolanti fatiche lavorative per racimolare la somma necessaria, e per parlare in dettaglio della scuola che ho scelto,veniamo al dunque!

Tramite la scuola ho ottenuto una pre-college visa della durata di un anno (sono partita da una base universitaria, perciò nella scuola sono entrata al quinto degli otto livelli proposti, da completare in 12 mesi),dunque sono partita con biglietto di sola andata e circa 1000 euro (tutto quello che mi è rimasto dopo che l’apprezzamento dello yen aveva stravolto i miei calcoli e portatomi via tutto tra pagamento del corso,volo e anticipo per l’affitto).

I miei genitori non sono mai stati d’accordo su questo salto nel vuoto che assolutamente non avrebbero finanziato, e ripensandoci mi vengono i brividi per la pazzia che ho fatto. Andare in Giappone senza soldi, senza prospettive di lavoro, senza nessun amico oltretutto. Ammetto che dalla paura( ma anche dalla trepidazione!) nei mesi precendenti la mia partenza non riuscivo a chiudere occhio…sapevo per certo che sarei finita come Pedro nella Baia di Tokyo, a galleggiare in un creme caramel ,o peggio ancora, a casa con la coda tra le gambe.

Il primo anno l’ho quindi passato tra scuola e lavoro part time nelle scuole di italiano (forte della mia esperienza in Italia,l’unica cosa che avevo in mano). Da ottobre dell’anno scorso,è cominciata la lunga trafila per dimostrare il reddito, i contratti stipulati,eccetera. La prima volta il visto mi è stato negato, tra l’altro con una lettera interamente in giapponese che mi invitava (o meglio sfidava) a rivolgermi ad un tribunale in caso volessi contestare tale decisione. A quel punto rimaneva meno di un mese allo scadere del mio visto di studio ed ero disperata, ma modificando con l’aiuto di uno dei presidi la formula di richiesta del visto l’ho finalmente ottenuto prima di dover tornare in Italia.  Anche qui ho perso anni di vita…in fila all’ufficio immigrazione, tra tr*ioni Ucraini e Russi che belle pompose vicino a viscidi vecchi giapponesi richiedevano il visto(probabilmente falso) per coniugi di giapponesi(e comunque lo facevano richiedere, perchè non sapevano parlare affatto giapponese),coreane incinte e con 3 figli urlanti al seguito,indiani che stavano per essere sfruttati dai connazionali nei migliaia di ristoranti sparsi nella capitale, mi veniva da piangere..mi sentivo in mezzo,anzi parte della miseria umana. Andare davanti al burocrate xenofobo,sentire commentare con una risatina "ah,visto di lavoro.." vedendo la richiesta, essere mandata avanti e indietro per la richiesta inutile di inutili documenti mancanti,poi venire rifiutata e sentirmi dire"perchè non fai come tutti e non ti sposi?"dallo stesso burocrate..mi sono sentita veramente umiliata, e ho pensato agli immigrati che vedevo ogni volta che a Firenze avevo lezione al dipartimento di storia e geografia e dovevo passare davanti alla Questura. Tante persone in fila, per di più al freddo. In situazioni ancora più disperate delle mie. Almeno io ho una famiglia,che anche se pensa che sia una buona a nulla persa nelle proprie assurde fantasie mi riaccoglierebbe a casa (anche se dopo la famosa frase "te l’avevo detto",cioè l’unica cosa che non sopporto di sentirmi dire). Se ci ripenso mi sento male,è stato uno dei periodi più bui della mia vita, in cui ho messo in discussione tutta me stessa.

La seconda volta invece le pratiche si sono svolte in una sola giornata,con velocità impressionante,e l’attesa della buona novella è durata solo due settimane.Misteri della fede…

 

Su facebook et similia mi contattano (bombardano di email,sarebbe più appropriato) persone ogni giorno, minacciandomi quasi che se non li aiuto con informazioni vuol dire che "sono una di quegli italiani cattivi e invidiosi che vogliono impedire ai connazionali di far fortuna in Giappone". Tali messaggi mi fanno ridere e arrabbiare al tempo stesso. Ridere perchè venire a chiedere consigli a me, che faccio quasi la fame, è paradossale. Non sono l’eroina di Harajuku, la cosplayer de noantri, la Panzetta della Seibu Shinjuku line,la Becky *della domenica. Cioè figli, io sono una pazza scatenata che ha mollato tutto ed è andata in giappone con la valigia rosa della Carpisa(l’equivalente in robustezza della valigia di cartone dei nostri nonni)!!!Dite ai bimbi a casa di non imitarmi!!

E mi fanno arrabbiare perchè faccio le cose senza malizia,non penserei mai di danneggiare gli altri e quando posso aiutare lo faccio. Quando consiglio di lasciar perdere la strada dell’insegnamento non è per paura dei "rivali",è perchè per prima cosa questa strada logora chi non ama tale lavoro danneggiando chi lo fa con passione e comunque raramente porta al visto.Quindi chi vuole farmi domande le faccia pure e risponderò più che volentieri(anche in maniera anonima su Formspring) come sto facendo,ma senza minacce che tanto non mi toccano minimamente. Soprattutto se fatte da bimbiminkia ke vogliono andare in jappone e vogliono ke ci do l’indirrizzo delle skuole… e magari una fettina di c*ulo panata.

E detto questo,passiamo all’asterisco!!!! πŸ™‚

 

* I giapponesi hanno il vizio di trovare un sosia famoso per ogni faccia. Quando porto gli occhiali sono ufficialmente Angela Aki(paragone che mi lusinga,visto che la adoro e anche se l’unica cosa che suono sono i citofoni), senza sono Becky(paragone meno lusinghiero,visto che non starnazzerei mai in tv dopo aver buttato la mia cittadinanza inglese-ma come half ne aveva diritto. Comunque no Becky, non fai ridere. Anche se c’è l’inquietante rischio che i miei figli possano diventare dei tarento).

 

♫~Today-Angela Aki

 

 

 

 

 

 

 

Trovare alloggio in Giappone

A grande richiesta (eh, figurati..:P stanno tutti qui a leggere le cagate che scrivo!) ecco il primo della serie "post utili"per chi come me è deviato e vuole passare un po’ di tempo in Giappone.TADAAAAN! Ricchi premi e cotillons!

Solitamente al gaijin si presentano  queste opzioni: Home stay, guest house, shared apartment (appartamento condiviso),monolocale tramite agenzia gaijin-friendly. Ho già accennato come in giappone non si possa affittare un appartamento da agenzie "per giapponesi" come Chintai ecc, a meno di non avere un garante giapponese (con lavoro stabile,non il pischello che tenta di abbordarvi su myspace,mi raccomando!)

 

1) Home Stay

Si tratta di una permanenza,solitamente inferiore ai 3 mesi, in famiglia, con colazione e cena incluse nel prezzo. Cercando su internet potrete trovare parecchi siti,ma non ve ne posso consigliare uno in particolare perchè non ho mai fatto questa esperienza e non vorrei pubblicizzare siti patacca! La soluzione più sicura è affidarsi ad una scuola di lingue che ha quasi sempre il programma home stay.

PRO: Il vostro giapponese migliorerà molto,soprattutto se sarete gli unici ospiti stranieri in casa. Assaporerete l’atmosfera della "famiglia giapponese" nella sua piccola quotidianità,nei suoi ritmi,non dovete prepararvi da mangiare.

CONTRO: L’affidamento alla famiglia è un po’ una roulette russa: alcuni conoscenti si sono trovati benissimo(alcuni hanno addirittura una "mamma giapponese"acquisita!),altri dopo un mese sono scappati in guest house o appartamento condiviso perchè avevano coprifuoco, niente chiavi, ritmi imposti e poco compatibili con il loro carattere

IL CONSIGLIO: Prima di tutto chiedetevi se siete *compatibili* con la vita in famiglia(io ad esempio non lo sono),se avete abbastanza spirito di adattamento e non pensate di voler passare 5 notti a settimana all’ageha di Shibuya devastandovi con musica trance. Consiglio inoltre di concordare *prima* della partenza le regole di convivenza (accertarsi se si avranno le chiavi di casa o meno, a che ora potete rientrare,quando potete fare la doccia*, ecc).

*Sembra una sciocchezza se la famiglia scalda l’ofuro ci si lava a turno. Alcuni danno precedenza all’ospite,ma altri considerano il capo famiglia (papà,nonno) il primo della lista.

Siete davvero sicuri di voler entrare nella vasca (che non si può svuotare) dopo di loro? πŸ˜›

2) Guest House

In rete ci sono molte agenzie,la più famosa delle quali è la sakura house,quella col sito rosa puccioso ciliegioso che sembra un trionfo di primavera in stile clamp. Ho avuto a che fare con questa ditta, ma ve ne parlerò al punto 4.

La guest house è uno stabilimento che di solito ha una cucina e alcuni bagni e docce per piano,condivise. A seconda del prezzo,si può avere bagno in camera e camera singola,se volete risparmiare spesso troverete uno o due compagni di stanza

PRO: Potrete fare amicizia con ragazzi di diverse nazionalità, si creerà un clima cameratesco(in alcune guest house c’è anche la wii in dotazione nella sala condivisa),economico

CONTRO: Poca privacy, a volte le guest house sono sporche,a volte c’è il coprifuoco

3) Shared Apartment – Appartamento in condivisione

Le stesse ditte di guest house o altre come la Fontana  a volte offrono questa opzione, una stanza in un appartamento condiviso con altre persone (ottimo se viaggiate in gruppo,almeno evitate di condividere la casa con sconosciuti). Le pulizie si fanno a turno e si gestisce la casa come fanno normalmente gli universitari fuori sede.

PRO: avete le vostre chiavi,nessun coprifuoco,essendo gli appartamenti un po’ più cari della guest house vi saranno consegnati abbastanza puliti (spero)

CONTRO: i soliti della vita in comune.

4) Monolocale tramite agenzia gaijin-friendly(o "Guida pratica alla Sakura House")

Veniamo ora alla mia esperienza diretta. Tre anni fa, per il mio soggiorno di 3 mesi in giappone mi affidai alla suddetta Sakura House,che è una dei pochi riferimenti in inglese sul web per chi vuole affittare un appartamento per periodi abbastanza lunghi e cerca un po’ di privacy.

Premetto che la mia esperienza non è stata delle migliori,ma all’epoca col mio giapponese approssimativo non mi sarei mai arrischiata a concludere contratti in giapponese ed era l’unica alternativa possibile. Ma vediamo nei dettagli.

Dando un’occhiata al sito, si trova subito il pannello da cui controllare la disponibilità delle stanze. Io sono partita a fine marzo (che è il periodo in cui si trovano meno appartamenti) e con il mio budget limitato potevo permettermi di pagare un affitto di 80000 yen al mese (ricordo che 3 anni fa 100 yen erano 65 cent di euro,ora come ora non sarei nemmeno potuta partire!!). Per quella cifra, la sakura house metteva a disposizione stanze di 6 tatami (9 metri!!) con cucinotto incluso,bagni e lavatrice in comune,ovviamente internet e spese incluse, più 30000 yen tra assicurazione e pulizia della stanza

L’appartamento era a 30 minuti di treno da Shibuya,dove si trovava la mia scuola di allora,dovevo fare un cambio e la distanza era più che accettabile. L’appartamento era ad un minuto dalla stazione,comodissimo ma rumoroso (non mi avevano detto che si trovava a fianco ad una strada trafficata e a pochi metri da un grande ospedale,quindi sirene di ambulanze ad ogni ora del giorno e della notte).

Svolte le pratiche online per dare l’anticipo e sbarcata a Narita, mi sono diretta a Shinjuku ovest dove si trova l’ufficio della S H e dove si deve pagare il primo affitto e si ricevono le chiavi. Pagato ciò che dovevo l’omino mi dà una mappa approssimativa dicendomi quali linee prendere per arrivare a casa e tanti saluti. La prima delusione. Nessun modo di vedere l’appartamento con il locatario,oltre alla mappa mi danno un foglio con la lista degli oggetti in comodato d’uso nella stanza,devo controllare che non manchi niente e consegnarla il mese successivo. Da quella lista verranno i miei problemi,ma ne parlerò dopo.

Arrivata all’appartamento,lo trovo sudicio(ho passato una settimana a sgrassare il cucinotto), mal fornito,il tatami è vecchio e si sgretola. Ma nulla è paragonabile ai bagni. Sulla doccia onestamente non ho nulla da ridire,è pulita ed esce sempre acqua calda,ma i servizi igienici sono una truffa.

Io non sopporto i bagni alla turca, posso usarli ogni tanto ma l’idea di stare accovacciata con il rischio di farmela addosso tutte le volte per 3 mesi è troppo anche per la mia pazienza. Così mi ero assicurata che i bagno fossero "western type". Ma entrata in bagno ho un moto d’orrore. Innanzi tutto,vicino al lavandino ci sono gli orinatoi per uomini appesi al muro,senza nulla che ne impedisca la vista. Il bagno non ha nemmeno una porta esterna così ogni volta che dovevo servirmene tendevo prima l’orecchio per capire se qualcuno lo stava usando,perchè non ci tenevo a vedere il bigolo dell’indonesiano di fronte tutte le volte. Il gabinetto vero e proprio aveva fortunatamente la porta, ma l’ ho scoperto essere un gabinetto alla turca con sopra un finto wc di plastica,su cui non avevo il coraggio di sedermi per paura di prendere malattie debellate nel mondo occidentale. Avevo il *terrore* di usare il bagno, dunque cercavo di usare il più possibile quelli dei centri commerciali.

Internet,se pur lento,funzionava bene. C’era il divieto di download (ovviamente ignorato) e un limite per l’uso dell’elettricità,ma io tornavo solo alla sera e non ho mai avuto problemi.

Per correttezza,devo riportare che anche la mia compagna di classe coreana abitava in un appartamento sakura house,che era pulito e si trovava molto bene (ma lei stava a shibuya a 10 minuti a piedi dalla scuola e pagava 120000yen al mese),dunque la qualità delle case dipende evidentemente dal prezzo. Se potete partire con un amico vi conviene prenderne una più cara e più grande,guadagnerete in salute πŸ™‚

Ho sopportato i disagi per tre mesi senza pensarci troppo su, ma la mazzata finale è arrivata al momento della consegna dell’appartamento. In quell’occasione arriva a casa un’ispettore della sakura house (bei paraculo,accompagnarti no,ma controllarti si) che controlla che tutto sia a posto, che tu abbia pulito la stanza e i filtri del condizionatore (belle merde, se penso che ho pagato le spese di pulizia e mi hanno dato un appartamento lercio) e soprattutto che non ti sia rubata il forno a microonde o il futon zozzo e bucato.Per tutto,ti minacciano di multarti.

L’ispettrice in questione parlava un inglese approssimativo,è arrivata con la sua listina e ha cominciato a segnare sul foglietto:"il frigo c’è, le forchette ci sono, le bacchette (zozze,mai toccate)pure, il microonde c’è, il futon c’è, la coperta 1 c’è, la federa 1 c’è—-ma aspetta,manca la coperta del futon invernale!!"

Sulla lista che mi era stata data, i nomi delle varie componenti del futon erano in giapponese, sapevo assai cosa significassero,avevo solo contato i pezzi e confrontandoli con le figure mi sembravano combaciare. Quella coperta pesante non l’avevo mai vista,ma sono stata accusata di averla rubata. Non è servito a niente spiegare,aprire la valigia,mostrare che non avevo preso nulla. La capra non capiva il mio inglese, il mio giapponese era semplice ma penso chiaro.

La multa per la coperta era di 5000 yen, all’epoca 35 euro,non erano molti ma per principio non volevo pagare per qualcosa che non avevo fatto. Il giorno stesso dovevo recarmi a narita per passare la notte in hotel e poi ripartire,dunque dovevo sbrigarmi e non potevo tornare a shinjuku per protestare,così decisi di chiamare un mio amico giapponese conosciuto a firenze ai tempi dell’università e  che abitava (per caso!) vicino al mio appartamento.Lui parlava un po’italiano dunque usandolo come tramite,sicuramente avrei risolto il malinteso, pensai.

Ma anche con le spiegazioni del buon T. l’ispettrice non demordeva,tanto che anche T. finì per consigliare di pagare la penale e andarmene(la solita soluzione da lombrico invertebrato). Penso di essermi incazzata così tanto a quelle parole..perchè T. aveva cambiato colore in faccia,io minacciavo di rivolgermi all’ambasciata  e l’ispettrice si era finalmente decisa a chiamare il padrone di casa per scoprire che….la coperta l’aveva portata via LUI, PRIMA che io mettessi piede in quella casa e che si era DIMENTICATO di avvisare l’agenzia.

Improvvisamente cambia l’antifona,la squinzia si inchina a ripetizione e io dopo aver assicurato che avrei fatto cattiva pubblicità all’agenzia nei secoli dei secoli me ne sono andata sbattendo la porta.

Non è giusto essere arroganti in giapponese contro uno straniero,non è giusto accusare di furto,non è giusto offrire un servizio così scadente per cifre così alte.

Ricapitolando….

PRO: E’ facile prenotare un appartamento dal sito

CONTRO:Le stanze "economiche" sono sporchissime, i bagni vergognosi,non c’è nessuno che ti accompagna all’appartamento, si può essere accusati di furto.

 

Spero di esservi stata utile, e gridiamo tutti in coro "Fanculo sakura house"! πŸ™‚

 

♫~Just like heaven-The Cure

 

 

 

 

 

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