La pretty woman de noantri

E i nostri eroi tornarono vittoriosi dal Nippori Sunny Hall.

Quando penso all’Opera,mi viene spesso in mente quella famosa scena di Pretty Woman in cui una giovanissima (e splendida) Julia Roberts andava a teatro per la prima volta accompagnata da Richard Gere.

 (scusate i sottotitoli in ebraico nel video)

Il teatro di ieri sera era molto lontano da quello del film, io non vestivo un abito da sera rosso e non portavo al collo dei rubini,niente "amami Alfredo" ,ma attraverso le lenti rosa della mia mente vedevo tutto esattamente così,nonostante la pioggia e le imprecazioni per le forcine che cadevano mentre improvvisavo uno chignon davanti allo specchio.

Siamo arrivati a Nippori con un’ora d’anticipo (cosa che ci succede spesso perchè a Tokyo non sai mai se troverai la meta senza perderti,se qualche imbecille ubriaco deciderà di cadere sui binari del tuo treno bloccandolo per almeno 30 minuti e così via) e abbiamo incrociato la mia studentessa per un attimo prima che sparisse nei camerini,giusto il tempo per salutarla.
Aspettando seduti sui divanetti della hall, guardavamo intorno incuriositi,un po’ spaesati. Con noi tanta bella gioventu’ over 60, tra cui un vecchietto che continuava a tormentare lo staff perchè voleva entrare prima a tutti i costi,ovviamente rimandato al suo posto ad ogni tentativo.
Particolare trascurabile,si potrebbe pensare,ma ciò darà vita ad una scena tragicomica che aspettavo arrivasse,visto che l’assudità e’ mia fedele compagna (e chi mi conosce lo sa) . Il nonnino (forse per protesta?)  decide di farsela addosso. O meglio, questo lo capiamo dopo, perchè all’inizio pensavamo si fosse rotta la fogna e commentavamo ridacchiando tra noi l’odore molesto.
Abbiamo capito cosa era veramente accaduto quando qualcuno dello staff e il maestro si sono presentati davanti ad ognuna delle persone nella hall per scusarsi.
Mentre parlavo con il maestro di canto della mia studentessa (che in italiano si stava scusando per la puzza),alle mie orecchie arriva la voce del vecchietto che parlava con un amico seduto accanto a me e ho sentito che gli diceva "eh,sono arrivate delle lamentele quindi me ne vado a casa..sarà per la prossima volta!"
e l’amico lo saluta a sua volta con un "ganbatte kudasai", un misto tra "in bocca al lupo" e "metticela tutta".Il nonnetto se ne va poi allegramente con la moglie in kimono,che su tutta la faccenda non aveva detto una parola.
Only in Japan.

Probabilmente tutto ciò fuori dal contesto puo’ sembrare solo assurdo, ma all’interno di questo salone,con noi emozionati per l’opera in mezzo a gente conciata per le feste,questo imprevisto ha sciolto la tensione, così che quando finalmente abbiamo potuto prendere posto nella sala ci immaginavamo che invece di Leonora o della Zingara ci apparisse il signor Kanada un uomo che tutte le sere alle 7 di sera circa ,vestito da trans, invita la popolazione giapponese a dare sfogo alla propria pancia "senza vergognarsene" con un balletto caramelloso(e da questo ho capito perchè sui treni ci sono certi Signori in giacca e cravatta che non hanno rispetto per i vicini,soprattutto quando il treno e’ pieno e non puoi sfuggire a tale supplizio).

I giapponesi e la loro concezione del "gas di troppo", questo aprirebbe un post  filosofico molto lungo,ma lo rimanderò a un altro momento (o forse a mai,meglio così!).

Ritornando al vero argomento di questo topic, l’opera ci e’ piaciuta molto, a me che non conoscevo la storia il Trovatore e’ sembrato un po’ shakespeariano,  tutto e’ finito in un "lac di sancue" e via.

Pur essendo difficile capire le parole,anche perchè spesso storpiate in un giappoitaliano, ho deciso di guardare la scena limitandomi ai casi limite nel dare un’occhiata agli ideogrammi che si susseguivano su un pannello laterale e che traducevano grosso modo il contenuto delle arie. La mia studentessa ha interpretato Leonora ed e’ stata bravissima, oltre ad essere stata una delle poche a cantare in maniera comprensibile (e un po’ di orgoglio dell’insegnante ci sta tutto!). Ho trovato comunque ammirabile l’impegno di tutti gli artisti,imparare parti cantate così lunghe in una lingua straniera dev’essere frutto di un lavoro lungo e difficile.Bravi.

Alle 9 e mezza eravamo di nuovo sul treno,pioveva ma eravamo troppo su di giri per tornare a casa. Ci siamo allora fermati a Takadanobaba all’Hub, il solito pub inglese pieno di studenti sfigati della Waseda  ubriachi marci alla prima birra (anch’essa probabilmente pagata da mammà)  e ragazzette che starnazzano sperando di abbordare qualche gaijin che in patria non si filerebbe nessuno.
Lì ,tra birrazza da un litro (non roba mia ovviamente :P) ,fish&chips(quello si,mio*__*) ,agnello e irish coffee che in realtà era baileys&acqua calda,abbiamo passato un’altra oretta a bearci della magnifica serata,prima che il fumo nel locale ci spingesse di nuovo nella fredda Tokyo per avviarci verso casa.
Bagno caldo, senbei e noccioline davanti alla tv,e finalmente a nanna.

E di nuovo, il lavoro mi attende.

 

 

 

 

 

 

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